Il Tirreno

Pistoia

basket serie a

Non è una Tesi Group per cuori deboli

Elisa Pacini
Non è una Tesi Group per cuori deboli

Vittoria pesantissima contro Pesaro, avanti per 32’

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PISTOIA. All’inferno e ritorno. La Tesi Group nel posticipo che chiude la seconda di ritorno della serie A, contro una Pesaro Cenerentola ma con tutti i ritocchi degni della futura mina vagante (uno su tutti l’ex Nba, Daye), fa tutto il giro dantesco in soli 40’.

I biancorossi di Esposito si ritrovano carambolati all’inferno appunto dopo un primo quarto completamente ciccato, da soli 11 punti contro i 22 degli ospiti, e un secondo di faticosa sintonizzazione sulla partita chiuso con un desolante 1/13 dalla lunga contro i 6 siluri e soprattutto i 9 rimbalzi in più conquistati dai marchigiani. Poi dopo esser finiti nell’ultimo girone infernale, lentamente Pistoia inizia a scalare la montagna del purgatorio. Le prime picconate per risalire la china le dà Ron Moore con tre triple in serie che cancellano la maledizione del tiro pesante nel primo tempo (40- 46 al 22’). Pistoia è più sciolta ora e prende fiducia, anche perché la difesa piano piano si aggiusta. Arrivano anche i siluri di Antonutti, i due “fedelissimi” di coach Esposito segnano 19 punti dei 28 biancorossi nella terza frazione ma il paradiso, la fine dell’incub,o ancora non arriva.

La luce in fondo al tunnel per Pistoia si intravede al 32’ quando Blackshear, indomito ma centellinato in campo come Kirk per problemi di falli, porta Pistoia per la prima volta avanti (64- 63) in tutta la gara. Da qui alla fine sono 8’ di pura battaglia, con le coronarie dei 4000 del PalaCarrara ancora messe a dura prova. Il pubblico, nonostante i 30’ più difficili della stagione casalinga per Pistoia, non smette mai di cantare e caricare i ragazzi di Esposito. Tesi Group ora ha l'inerzia dalla sua perché Pesaro cala alla distanza, soprattutto dopo l’uscita per falli di Lydeka (al 25’ con un tecnico come quinto fallo) e Christon al 32’30”. Anche la Tesi Group fa fatica, perché la remuntada costa energie fisiche e mentali. Pesaro raggiunge prima il bonus, ma negli ultimi 5’ ad ogni fischio degli arbitri, le due squadre andranno a tirare in una battaglia di nervi che premia Pistoia. Dalla lunetta la Tesi mantiene il piccolo ma prezioso vantaggio: Kirk e compagni (80% ai liberi per il gigante bianco) fanno 12/14 negli ultimi 10’, mentre fino lì erano andati poco sopra la sufficienza (8/14 nei primi 3 quarti) dalla linea della carità.

La sofferenza si prolunga fino al 40’ nonostante la spallata tentata al 38’ con la terza bomba di Antonutti (74- 69). Pesaro non ci sta e rientra. I liberi e un sottomano di Gazzotti valgono il 74- 73, Shepherd riporta addirittura i suoi avanti (74- 75) con un’altra bella azione ospite. Mancano 21” e dopo il timeout, Pesaro fa fallo. Kirk non sbaglia e insacca entrambi i liberi (76- 75). Il cronometro segna 17” alla sirena, cosa farà Pistoia? Fallo? Sarebbe troppo facile per una squadra e un allenatore coraggioso come Esposito. È difesa forte, dura, quella che fino a quel momento ha fatto i capricci. Invece Blackshear pianta uno stoppone sul tiratore pesarese e la Vuelle perde il possesso, costretta a mandare Moore in lunetta a 3” dalla fine. Al play pistoiese basta l’1/2 per portare in gloria Pistoia, perché il tiro della disperazione di Daye sbatte sul tabellone e non fa paura.

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