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Pistoia

Niccolai: «Ora dobbiamo lavorare di più»

di Raffaello De Maio

PONTE BUGGIANESE. Amaro ritorno a Ponte Buggianese per la Fabiani, che chiude contro Oleggio una serie positiva casalinga che durava da sei partite ed iniziata proprio a novembre nel palazzetto...

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PONTE BUGGIANESE. Amaro ritorno a Ponte Buggianese per la Fabiani, che chiude contro Oleggio una serie positiva casalinga che durava da sei partite ed iniziata proprio a novembre nel palazzetto pontigiano.

La squadra piemontese ha vinto con merito, interpretando bene la gara sui due lati del campo e costringendo Monsummano alla peggiore prestazione offensiva della stagione. I biancoblù non hanno avuto quasi mai il controllo della partita, non hanno quasi mai avuto ritmo in attacco annebbiati dalla efficace zona match up messa in campo da Cecco Vescovi.

Andrea Niccolai vede comunque il bicchiere mezzo pieno: «Sul piano difensivo – dice il coach biancoblù – è stata forse la migliore prestazione della stagione, ai ragazzi non posso imputare nulla, abbiamo tenuto a meno di 70 punti una squadra dal grande potenziale. I problemi invece li abbiamo avuti in attacco, non siamo certo una squadra da 58 punti, ma abbiamo tirato con percentuali pessime e non siamo mai entrati in ritmo. Siamo stati molto discontinui e poco lucidi. Il 33% da due e l'11% da tre non sono certo percentuali per noi usuali».

Vista l’assenza di Scarone, che ne avrà per diverse settimane, le rotazioni della Fabiani sono state limitate ed anche penalizzate dalla serata di scarsa vena di qualche giocatore. «Ovviamente un calo può essere fisiologico – dice Niccolai – le squadre si rinforzano, si evolvono, cambiano gli obiettivi. Noi siamo questi e dobbiamo fare di necessità virtù, poi capita la serata dove va tutto storto. Oleggio ha giocato la sua gara trovando anche canestri di altissima difficoltà, ma ribadisco cghe secondo me in difesa siamo andati bene».

Un piccolo appunto il coach lo fa al suo pubblico: «Non eravamo sul nostro campo, è vero, ma i nostri tifosi devono starci più vicini, devono capire che quando siamo in difficoltà il loro appoggio è importante. Adesso resettiamo e pensiamo a Cecina, il traguardo salvezza è ancora lontano e questa sconfitta ci impone di doverci rimboccare le maniche ancora di più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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