Italia
«Un pizzico di fortuna e tanta umiltà»
Per il capitano Pinto e la società si è trattato della seconda volta
FIRENZE. Piove a dirotto sul “Buozzi” quando capitan Pinto, bandiera del club viola, alza al cielo la Coppa Italia, davanti agli increduli sportivi larcianesi. «E' la seconda volta da quando gioco qui che prendo la Coppa e devo dire che è una grossa soddisfazione personale. L'abbiamo voluta, cercata e conquistata con le unghie e con i denti. Credo sia la giusta ricompensa per quanto abbiamo fatto in questa competizione dall'inizio dell'anno». Mister Petroni intanto non vorrebbe mai lasciare il campo delle Due Strade e continua a farsi fotografare, stile modello di Armani: «Ammetto che abbiamo avuto un pizzico di fortuna, che in queste gare “secche” non guasta mai, specie se hai di fronte una squadra come il San Donato, complesso senza punti deboli. La nostra bravura è stata quella di restare in partita, con estrema umiltà, ed arginati gli attacchi dei fiorentini abbiamo finito i supplementari in crescendo». Accanto a lui l'incontenibile felicità del presidente Giancarlo Carbone: «Un altro bel trofeo - esordisce- da mettere in bacheca, che impreziosisce la gestione della società, peraltro sempre oculata, voluta da me e dalla dirigenza. I ragazzi sono stati fantastici soprattutto per quanto riguarda l'attaccamento alla maglia. E questo trofeo è per loro». L'ultima battuta è del direttore generale Piero Beneforti: «Vorrei fare i complimenti al San Donato, che si è rivelato lo squadrone che temevamo, ma noi siamo stati altrettanto bravi e diciamo pure fortunati a tenergli testa. Una grande vittoria». (r.g.)
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