Sicurezza
La Larcianese fa festa e brinda in Coppa
La squadra di Petroni ha battuto, dopo i tempi supplementari, per 2 a 1 il San Donato Tavarnelle sul neutro del Galluzzo
FIRENZE. Nella ghiacciaia dello stadio Buozzi, impianto scelto dal comitato regionale toscano per le finali delle varie competizioni, la Larcianese ripete come atteggiamento quello che pugilisticamente parlando, fu il match disputato dal grande Alì a Kinshasa 41 anni fa nell’allora Zaire contro il super favorito George Foreman. Lì faceva un caldo infernale mentre nella periferia fiorentina del Galluzzo, il campo sintetico era addirittura ghiacciato. Ma poco importa. Con tanto mestiere, cuore, cervello, umiltà e puro agonismo la squadra viola , come il più grande peso massimo di tutti i tempi, si è aggrappata alle corde ed anche ai pali, riuscendo a resistere alla furia, che a tratti è sembrata incontenibile, di un avversario superiore tecnicamente ma non così tanto bravo e cinico da sferrare il colpo del ko. Superato il momento critico e fatto sfogare l’avversario, capitan Pinto e compagni hanno colpito duro il San Donato proprio a pochi momenti dall’ultimo gong, (pardon, nel secondo tempo supplementare) quando anche volendo, non c’è più il tempo e la forza di rialzarsi. Cosi dopo 120 minuti di battaglia, molti dei quali di pura sofferenza, la coraggiosa compagine di mister Andrea Petroni ha alzato per la seconda volta nella sua gloriosa storia la Coppa Italia d’Eccellenza conquistando inoltre il diritto di partecipare alla fase nazionale dove incontrerà prossimamente gli emiliani del Castelmaggiore. Tornando alla sfida sull’ex campo della Rondinella, le due squadre votate entrambe al 4-3-3, innanzitutto hanno dovuto fare i conti con problemi d’equilibrio ma il ritmo è stato alto sin dalle prime battute. Il San Donato ha più qualità però la Larcianese è ordinata, specie dietro dove Pinto e Panelli giganteggiano. La punta viola Massaro in contropiede costringe il 39enne Mandorlini ad un super intervento e sull’altro fronte Adornato non è da meno sventando un tiro dalla media distanza del talentuoso Cubillos. Lo stesso numero 10 del San Donato offre poco dopo un delizioso pallone da appoggiare in rete per il testone di Vanni che non fallisce l’incornata ravvicinata. La Larcianese ha il merito di non perdersi d’animo ed un amen prima che l’arbitro fischi la fine del primo tempo, ecco Massaro svettare su tutti ed insaccare in rete il cross di Citera. Si va al riposo con l’impressione di poter assistere ad una grande seconda frazione e così è. Il San Donato carica a testa bassa, inconsciamente ( o forse no) sapendo le difficoltà che il match potrebbe nascondere nell’extra time e negli eventuale rigore. Si sente più forte ma nel calcio la palla bisogna metterla dentro il sacco. La Larcianese, di contro serra le fila e si stringe attorno ad Adornato. I legni salvano i viola per ben tre volte sui tiri di Cubillos, Santini e Saccà. Poi il San Donato rallenta. Si va ai supplementari, più tattici anche per la stanchezza. I rigori sembrano inevitabili. Ma nessuno ha fatto i conti col neo entrato Paolacci, gettato nella mischia al posto di Citera. Il suo tocco sottomisura al 116’ fa saltare la parte di tribuna di fede viola. Poi il triplice fischio con la coppa che prende la strada del Montalbano.
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