Sicurezza
Montecatini, voglia di riscatto
Dopo due sconfitte oggi al Mariotti arriva la Sangiovannese
MONTECATINI. Non è stata una settimana semplice per il Montecatini. Due sconfitte in quattro giorni non scalfiscono l’ottima stagione sin qui disputata dalla banda Maneschi, seconda della fila, ma suonano comunque come campanello d’allarme.
In primo piano c’è la questione infortuni, e proprio per questi motivo lo staff tecnico ha usato i giorni di avvicinamento al derby odierno in programma al Mariotti (ore 14,30) con la Sangiovannese dalla medio-alta cassifica, lavorando in maniera differenziata e mirata sui tanti acciaccati. A tale proposito il bomber argentino Ferrari (uscito anzitempo dal campo di Scandicci per un indolenzimento muscolare) dovrebbe essere della partita dal primo minuto, sia pur non al meglio della condizione.
Stesso discorso per il fantasista Gelli, che però forse non partirà nell’undici iniziale, considerando i pochi allenamenti effettuati. Oltre alle assenze pesanti e perduranti dei lungo degenti Gialdini e Tafi, resta da ovviare alla defezione per squalifica del centrale difensivo Giordani, appiedato per due turni dal giudice sportivo. In ballottaggio ci sono il giovane Del Sorbo e il più esperto Marchetti. Vedremo cosa decideranno Maneschi (ancora squalificato) e il vice Cavallaro, considerando che la prima soluzione dà maggiori soluzioni tattiche, essendo Del Sorbo una quota. Detto che gli altri componenti del pacchetto arretrato saranno Papini, Vettori, e Mazzanti con Di Vito, Michelotti e Caciagli in mediana, in avanti col terminale offensivo Ferrari e Santini d’appoggio, Mitra, Chiaramonti e Orsatti si giocano la maglia rimanente. Nel clan termale si spera anche che il terreno del Mariotti tenga, viste le difficoltà della squadra palesate sui campi pesanti. «La Sangiovannese – dice Cavallaro – è squadra molto tecnica, che lascia giocare, ma alla quale va dato poco spazio e opportunità perché sa far male. Noi ci siamo preparati bene e nonostante gli acciacchi, siamo pronti a dare battaglia».
Roberto Grazzini
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