Gioco
Pistoiese penalizzata anche dagli impianti scadenti
Il ds Nelso Ricci e l’allenatore Massimiliano Alvini puntano il dito contro lo stato dei campi di allenamento che con l'arrivo delle piogge sono al limite della praticabilità
PISTOIA. Lo hanno ribadito a chiare lettere durante l’incontro con la stampa sia il diesse Nelso Ricci che l’allenatore Massimiliano Alvini: «speriamo di poterci allenare in condizioni migliori». Già, perché in casa Pistoiese oltre alla classifica, il clima di sfiducia da parte dei tifosi e risultati che non arrivano c’è un altro grosso problema: il campo di allenamento. «E’ un problema serio – ha ricordato mister Alvini – visto che facciamo la spola fra Frascari e Turchi ma per il bene del calcio di Pistoia questo è un problema che deve essere risolto ed anche la squadra poi ne trarrà giovamento». Lo stato delle cose è abbastanza semplice da spiegare. Nei mesi invernali, e questo oramai accade da diversi anni, il sussidiario “Turchi” diventa praticamente quasi sempre inagibile a causa del fondo sconnesso e nemmeno particolarmente drenante. Così, con il freddo e la pioggia, per una società professionistica diventa quasi impossibile potersi allenare in quelle condizioni, con l’aggiunta delle partite della domenica del Rugby Pistoia che ha trovato sistemazione allo stesso “Turchi” perché, anche per la palla ovale, in città manca uno spazio vero e proprio ben definito. Così, per la Pistoiese è iniziata la spola fra altri campi: Pistoia Ovest in erba, ma solo in parte, e poi “Frascari”. Quello, eccezion fatta per Capostrada che però ha altri problemi legati a Legno Rosso, è l’unico campo in sintetico e quindi ci si può allenare sempre ma con una particolarità: non è regolamentare. Infatti quell’impianto è omologato fino alla Prima categoria ed una squadra di Lega Pro deve svolgere le proprie sedute di allenamento in un impianto dove non c’è quasi spazio per fare rimesse laterali e dove la linea di fondo campo è attaccata all’area di rigore. Saltano quindi i riferimenti che poi si ritrovano la domenica in campionato, gli schemi non possono essere provati alla perfezione ed in un campo più piccolo ci si muove anche peggio. A questo va aggiunto, poi, la problematica fisica. Quando la Pistoiese va al “Turchi” a rischio ci sono distorsioni di caviglie, con campo gibboso, ed in caso di cadute occhio alle spalle perché il terreno è duro. Allenarsi sul sintetico una volta a settimana non porta gravi problemi, ma tutti i giorni si: e così via con affaticamenti muscolari, rischio pubalgie, mal di schiena e quant’altro. Riprova ne sono l’indisponibilità, da due settimane, per tallonite di Mungo proprio per questo motivo e le non perfette condizioni di Rovini e Sammartino. Questo perché l’impiantistica sportiva, a tutti i livelli, è scadente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
