Gioco
Alex Kirk, il gigante di Los Alamos a cui piace molto la pasta al ragù
«Mi trovo molto bene a Pistoia sia per la città accogliente che per il buon feeling con la squadra Il Diablo? È un piacere lavorare con lui, ci supporta e ci motiva a correggere i nostri errori»
PISTOIA. Il giro dei ristoranti del centro per scoprire i mille modi in cui in Italia si cucina la pasta («ma il ragù è il mio preferito») e le passeggiate nel verde dei vivai della Tesi Group con il cane Nala: è questa la Pistoia di Alex Kirk, PalaCarrara a parte ovviamente. In palestra, il gigante bianco del New Mexico che Vincenzo Esposito e il club biancorosso hanno scoperto e lanciato in Italia, passa gran parte del tempo perché «una grande squadra - dice lui - è fatta di giocatori forti che continuano a lavorare». Ma Kirk, che domenica sarà uno dei protagonisti più attesi dell'All Star Game di serie A, tra gara delle stelle e del tiro da tre, è loquace e disponibile non solo per parlare di basket. Mentre parla, colpisce la maturità di chi a 24 anni sa bene che essere un giocatore di basket professionista che gira il mondo dà molti vantaggi ma comporta anche delle responsabilità. Per chi, ad esempio, in questi anni si è sacrificato tanto per te. «Ho un grande legame con la mia famiglia- dice il centro della Tesi Group - mi hanno sempre supportato e guidato in tante situazioni. Il fatto che siano venuti qui a trovarmi (sono appena rientrati negli Stati Uniti, ndr) mi ha fatto molto piacere. Loro si sono sacrificati tanto per la mia carriera. Mia sorella vuole fare l'università a Roma, in questi giorni siamo andati insieme là. Poi a Pisa, Lucca, Siena... Sarei molto felice se anche lei potesse girare il mondo, come sto facendo io grazie al basket». L'etica del lavoro è un altro dei temi ricorrenti della chiaccherata con “captain Kirk”, come recita la maglietta a lui dedicata acquistabile presso Nencini Sport, il cui ricavato andrà alla fondazione “Alex Kirk” dedicata ai bambini e ai ragazzi di Los Alamos. Sarà che viene da una città piccola sulle montagne del New Mexico, sarà che ha lavorato sodo in campo per crescere e non è affatto appagato. «Los Alamos è una città piccola, molto diversa da Pistoia- dice Kirk- il mio campionato in Italia? Sono molto contento, non potrei non esserlo ma penso che si possa sempre fare meglio. Io comunque non mi vedo come un singolo ma come parte di un sistema. Qui a Pistoia mi trovo benissimo, siamo tutti giovani e quando ci alleniamo, ci divertiamo molto. Il più serio chi è? Nessuno (ride...), il più divertente...direi Filloy e Knowles. Tutti abbiamo una storia diversa, veniamo da percorsi diversi ma tutti vogliamo vincere con Pistoia». Il segreto della Tesi Group rivelazione del campionato sta tutto qui, in un gruppo che si diverte e fa divertire. Una filosofia di cui Vincenzo Esposito è sempre stato uno dei maestri sia quando giocava che ora da allenatore. «So che il suo soprannome da giocatore era “Diablo”- ride l'ex “lupo” di New Mexico University, trampolino di lancio per la chiamata dei Cleveland Cavaliers in cui si è trovato davanti uno dei giocatori per lui più forti di sempre come LeBron James - ho conosciuto la sua storia di giocatore a Caserta, una grande storia di sport. So che ha giocato ad alti livelli in giro per il mondo, è stato uno dei primi italiani in Nba, insomma è stato una delle migliori guardie in circolazione. Sarà anche per questo che, come allenatore è un piacere lavorare con lui. Ci supporta e ci motiva a lavorare sui nostri errori, il lavoro che facciamo è molto simile a quello di college». Dopo l'All Star Game, inizierà il girone di ritorno. Pistoia riuscirà a tener botta all'atteso ritorno di alcune stelle cadenti che in questo periodo si sono gettate sul mercato per mettere toppe danarose alle loro formazioni? «Non so se siamo la squadra migliore del campionato, ma so che stiamo lavorando nella direzione giusta- chiude Kirk- stiamo raggiungendo gli obiettivi che ci siamo prefissati e questo mette in risalto Pistoia. Molte persone non si aspettavano la nostra posizione di classifica, ma io so che ogni volta che scendiamo in campo, giochiamo forte e ci siamo guadagnati il rispetto in campionato».
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