Sicurezza
L’ex Vescovi: «Pistoia deve essere sfacciata»
Il tecnico ricorda i trascorsi in biancorosso e sprona la squadra di Esposito a osare e sognare
PISTOIA. Quanto sia l’amore verso una piazza che lo ha visto esaltarsi nella serie A dei primi anni Novanta lo capisci quando, di fronte ai taccuini, parla di Pistoia dopo aver vinto, da allenatore, una partita di serie B e la lacrimuccia riesce a trattenerla a fatica. Tutto questo è Francesco “Cecco” Vescovi, 52enne tecnico della Mamy Oleggio che il giorno dell’Epifania ha battuto la Valentina’s Bottegone, ma con due stagioni da giocatore protagonista in A1 con l’Olimpia Pistoia.
In tutto una settantina di partite disputate con oltre 800 punti realizzati: oltre a Varese, praticamente unica squadra della sua ventennale carriera, ha giocato poi solo a Pistoia ed alla Fortitudo Bologna. Una storia strana la sua perché poi a Varese, in serie A, ha fatto anche il vice-allenatore, il presidente fino al 2014 ed il general-manager nella passata stagione prima di dare le dimissioni. Quindi sa benissimo anche quello che combina la Giorgio Tesi Group nella massima serie, pronta per affrontare il girone di ritorno e le Final Eight di Coppa Italia a febbraio. «Alla Tesi Group dico semplicemente di continuare così – dice il grande ex, “Cecco” Vescovi – perché a volte può succedere che i sogni possano diventare realtà. Pistoia sta facendo un campionato strepitoso, oltre ogni più rosea aspettativa, ma anche dall’esterno si vede che quello creato è un bel gruppo al quale piace stare assieme e plasmato da un allenatore come Esposito che, in ogni giocatore, infonde una carica incredibile. A questo punto dico: perché non provare a giocarsela fino in fondo, bisogna osare».
Entrare al PalaCarrara da allenatore, invece, era una veste che ancora gli mancava. «Quando vengo qua mi si apre sempre il cuore – conclude emozionato Vescovi – perché Pistoia è nel mio cuore e lo sanno il presidente Maltinti e Giulio Iozzelli: se ho chiuso la mia carriera a 40 anni lo devo anche a questa città che, in un momento difficile, è stata la scintilla che mi ha fatto tornare in alto vivendo due campionati davvero stupendi». Perché cambiano società e categorie, ma da qua tutti partono sempre con dispiacere.
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