Il lutto
Sturba: «Pistoiese la delusione e Montecatini la rivelazione»
L’ex giocatore professionista giramondo, originario di Roma e residente in Valdinievole analizza questa prima parte di stagione dei campionati di Lega Pro e di serie D delle società locali
MONTECATINI. Con serie D e Lega Pro ferme, proviamo a fare il punto della situazione di questi tornei con Alessandro Sturba, romano purosangue ed ex professionista giramondo che ha vestito fra le altre le maglie di Roma, Verona, Siena, Livorno, Catania, Venezia, Lucchese, Carrarese, Massese e Andria prima di mettere radici e famiglia in Valdinievole. Al PesciaUzzanese ha chiuso la carriera mentre Montecatini è stata una delle sue prime tappe da allenatore. In estate sembrava in procinto di allenare in Spagna, pista tuttora aperta. Intanto si tiene documentato vedendo diverse partite. «Parto dicendo che il girone B di Lega Pro è forse il meno qualitativo dei tre – esordisce - per la promozione diretta è un discorso a tre fra Pisa, la piacevole sorpresa Maceratese e la Spal. Quest’ultima come il club nerazzurro ha qualcosa in più rispetto ai marchigiani ma l’entusiasmo può essere determinante». E il cammino delle Toscane? «Il binomio Indiani- Giovannini sta producendo l’ennesima buona stagione del Pontedera. Però al momento, il mio Oscar personale, vedendo gli investimenti fatti, va alla Carrarese, squadra dall’organico non eccelso ma produttivo».
Veniamo alle dolenti note e cioè alla Pistoiese. «Che gli arancioni fossero destinati ad un campionato di sofferenza – spiega Sturba - lo si sapeva anche se non in questi termini. Non è questione di schemi. Mister Alvini fa quello che può col materiale a propria disposizione. Questa pausa speriamo possa servire a migliorare l’inserimento nei meccanismi dei pochi nuovi arrivati e per ricaricare le batterie. Pistoia calcisticamente non è una piazza facile. Il pubblico è disamorato ma meriterebbe qualcosa di più della serie C».
In serie D come si spiega l’exploit del Montecatini?.
«Maneschi pratica un calcio essenziale, la squadra prende poche reti e tutti corrono come matti. In più gente di categoria superiore come Caciagli ,Santini e può giocare senza la pressione di ambienti dove bisogna vincere a tutti i costi come Gubbio, grande delusione del girone d’andata. Troppe le big o presunte tali che hanno steccato, vedi Viareggio e Massese, mentre Gavorrano e Montemurlo stentano a prendere il largo. Tutto ciò ha agevolato la corsa dei termali». Qualche giocatore da circoletto rosso? «In C dico Fanucchi della Lucchese, che può cambiare da solo l’inerzia di un match. Scendendo in D, mi è piaciuto Federico Russo, classe 1997 del Ghivi borgo, esterno di personalità, di scuola Margine Coperta, società dove gioca il maggiore dei miei due figli Niccolò». D’obbligo quindi un discorso sui settori giovanili. «Il 50 per cento dei bambini in età scolastica ha problemi di obesità e la percentuale aumenta se si parla di coordinazione. Occorre assolutamente rivalorizzare l’importanza dell’educazione fisica nelle scuole».
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