Il Tirreno

Pistoia

Impianti non idonei e la Pistoiese frena il settore giovanile

di Saverio Melegari
Impianti non idonei e la Pistoiese frena il settore giovanile

Marco Ferrari: «Sarà un anno di transizione per capire se e come si potrà migliorare con la programmazione»

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PISTOIA. Con una prima squadra che stenta ancora a decollare in Lega Pro e deve fare i conti con una salvezza da conquistare il prima possibile, in casa della Pistoiese è tempo di bilanci anche per il settore giovanile. A livello di risultati il copione è lo stesso però in un contesto decisamente diverso. Infatti, per stessa ammissione dell’Us, in questa stagione si è deciso di investire poco, o comunque molto meno dello scorso anno, per capire che piega potrà prendere l’assegnazione e la ristrutturazione di impianti sportivi necessari per svolgere l’attività. «Il problema delle strutture riguarda sia la prima squadra ed ancor di più il settore giovanile – ha spiegato il direttore generale della Pistoiese, Marco Ferrari – perché, per i più “grandi”, sappiamo le difficoltà che ci sono ad allenarsi in un campo non idoneo come il “Turchi” e la mancanza di un campo sintetico a misure regolamentari a Pistoia e dintorni: parlo di dati oggettivi e non sono lamentele. L’anno scorso, per i più “piccoli”, abbiamo dato vita ad una collaborazione con il Ramini ma adesso non basta più per colpa dell’impiantistica: è su questi aspetti che è concentrata la massima attenzione della società e dell’amministrazione comunale per i prossimi mesi». Qui, infatti, si torna ad uno dei tanti problemi legati a Pistoia come città dello sport: per decenni non si è investito sull’impiantistica ed oggi se ne pagano le conseguenze. «Per due anni la priorità che ci siamo dati è stata quella di far giocare la Pistoiese allo stadio “Melani” – prosegue Marco Ferrari – un impianto che, rispetto a cinque anni fa quando è entrata in campo questa società, ha cambiato volto. L’impegno dell’amministrazione è stato massimo e si pagano anche scelte sbagliate del passato: noi abbiamo la consapevolezza di aver fatto bene. Ora, però, se si vuole dare un futuro alla Pistoiese bisogna mettere mano all’impiantistica». Molte squadre giovanili, in parte anche quelle della scuola calcio che sono a Ramini, sono costrette ad allenamenti improbi ed in sei campi differenti: a Pistoia Ovest, a turni, in un campo in terra senza nemmeno le righe per terra piuttosto che a Pontelungo dove, a fine seduta, c’è da salire sulla massicciata della ferrovia per andare a recuperare i palloni in mezzo ai rovi. «L’annata scorsa è stata positiva – conclude il diggì arancione – con Bortoletti chiamato dal Torino in Primavera e tre ragazzi come Bicchi, Giacomelli ed Olczak che giocano in Serie D. Quest’anno, per scelta, ci siamo fermati: è un anno di transizione e programmazione per capire se, e come, si potrà migliorare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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