Gioco
Capitan Di Bari salva la Pistoiese
Il gol del pareggio degli arancioni arriva al 90' e toglie molte castagne dal fuoco anche a mister Alvini che rischiava grosso. L'Arezzo era andato per primo in vantaggio con rete di Bentancourt
PISTOIA. Al novantesimo capitan Vito Di Bari con una splendida rovesciata aiuta mister Alvini a disfare quelle valigie che aveva cominciato a fare quattro minuti prima, quando Bentancourt aveva trafitto con un micidiale diagonale la porta difesa da Iannarilli e aperto il tunnel dell’inferno. Il gol del capitano arancione che ha permesso di chiudere il match in parità contro l’Arezzo ha stemperato ma non eliminato del tutto l’aria pesante che da qualche tempo si respira nello spogliatoio della Pistoiese. Ieri gli ultras, per protesta, non sono entrati nello stadio Melani facendo esporre sulle tribune uno striscione: “Non meritate la nostra passione - Onorate la maglia arancione”, e facendo sentire i loro cori direttamente dalla strada vicina.
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E mister Alvini «per scelta tecnica», come dicono dallo staff arancione, per questo match non ha convocato quattro giocatori: Piscitella, Cruz, Placido e Speziale. Se c’era bisogno di una conferma che qualcosa non va in casa Pistoiese questa ne è la riprova e gli arancioni lo palesano per tutto il primo tempo. La squadra è lenta e il gioco macchinoso. Padroni di casa schierati in maniera speculare agli aretini (3-5-1-1) e con il pallone impantanato a centrocampo. Per vedere il primo tiro di una certa pericolosità bisogna aspettare il 25’ quando Tremolada, uno dei più attivi nella squadra di mister Eziolino Capuano, riceve la sponda di Cori e fa partire una bomba che si perde alta sopra la traversa. Gli arancioni nicchiano ancora e per vederli all’opera bisogna aspettare l’ultima manciata del primo tempo quando prima Falasco e poi Lo Sicco scaldano le mani a Baiocco ma senza infastidirlo più di tanto. La ripresa comincia con l’Arezzo in fase di spinta e il nuovo entrato Bentancourt che prova a prendere le misure anche se è ancora Tremolada ad impensierire al retroguardia arancione. Mister Alvini si accorge che così non va, la squadra pare troppo remissiva e allora sceglie le sue nuove carte: dentro Rovini per un deconcentrato Mungo e poco dopo Merini per un Lo Sicco incapace di incidere dalla trequarti in su. Pistoiese a quel punto con il tridente e una maggiore capacità offensiva che le fa spostare il baricentro del gioco nella metà campo dell’Arezzo. Vassallo prova a mettere la sua firma sulla partita ma il tiro è centrale e Baiocco non ha difficoltà a bloccare. Sembra che la partita sia nelle mani degli arancioni che spingono molto anche se non riescono a trovare le giuste geometrie proprio negli ultimi metri. Ma proprio quando sembra che da un momento all’altro l’Arezzo stia per capitolare, da una dormita generale della difesa arancione, il pallone arriva sui piedi di Bentancourt che lasciato solo ha il tempo per prendere la mira e sparare nell’angolo più lontano un bolide imprendibile per Iannarilli. Le porte dell’inferno si aprono sotto i piedi di mister Alvini, ma c’è ancora una manciata di minuti e la speranza è sempre l’ultima a morire. La speranza questa volta porta il nome di capitan Di Bari che su un calcio di punizione di Vassallo approfitta di una spizzicata di Damonte e prova la rovesciata impossibile che premia lui e la Pistoiese con un gol da cineteca che vale il pareggio e il ritorno al... paradiso forse no, ma almeno al purgatorio sì.
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