Toscana
Arezzo con cinque assenti Pistoiese, servono 3 punti
Arancioni, per risalire dal pantano della bassa classifica ci vuole una vittoria Alvini prepara una formazione «più equilibrata» con il solo Sinigaglia in attacco
Non sono trascorsi nemmeno due anni ma sembra un'eternità: l'ultima volta che l'Arezzo è sceso al "Melani", in casa Pistoiese la musica era diversa e la sfida con gli amaranto profumava di alta classifica. Ma questo non significa che il derby di oggi (in campo al Melani alle 15) non sia carico di significati.
Intanto perché la posta in gioco è anche più alta, c'è da difendere la permanenza in Lega Pro e da stasera Max Alvini e la sua squadra hanno l'obbligo di provare a far cambiare direzione al vento prima che si trasformi in burrasca. Perché se la squadra di Capuano non è tra le più in salute della categoria, di sicuro è tra i piedi degli arancioni che il pallone scotterà di più. Gli amaranto mancano l'appuntamento con la vittoria da metà ottobre e vengono da un pareggio non esaltante, ma la classifica lascia loro una riserva di ossigeno maggiore rispetto a quella di cui possono disporre Di Bari e compagni.
Fiducia. Il tecnico di Fucecchio si gioca molto in questi novanta minuti. Anche se ufficialmente la fiducia della società nei suoi confronti è rimasta immutata, appare evidente che dopo la sconfitta di Carrara le scorte di entusiasmo fatte il giorno della sua presentazione abbiano iniziato a segnare rosso un po' in tutto l'ambiente. La sintonia con la dirigenza è uno dei temi della conferenza stampa della vigilia, ma non il solo. A chi gli fa notare che la squadra sembra non seguirlo più, risponde: «Lo pensano in molti - risponde Alvini - ma io non mi sento tradito da nessuno: nello spogliatoio non ci sono problemi, io credo ancora tanto in questo progetto e nel lavoro fatto finora. So che questa squadra potrebbe fare di più e con l'Arezzo possiamo dimostrarlo facendo una buona partita. Ne abbiamo bisogno - prosegue - per la società, per la città e per noi stessi».
L'avversario. Capuano deve fare i conti con ben cinque assenze (Del Magro, Defendi, Feola, Vinci e lo squalificato Panariello) ma in trasferta l'Arezzo non ha mai perso (cinque pareggi e una vittoria) e può affrontare la trasferta con una maggior serenità. Tradotto, un punto per Gambadori e compagni sarebbe il top ma la Pistoiese ha bisogno di punti come il pane e non può stare a guardare. «Non sarà una partita bella da vedere - avverte Alvini - l'Arezzo è una buona squadra, tatticamente ben messa in campo da Capuano. Non mi interessa sapere se giocheranno con una o due punte, ciò che conta è la posta in palio e che la mia squadra faccia una partita importante».
Formazione. Alvini sceglie di non fare pretattica e snocciola la formazione annunciando una novità: in posizione di terzino destro ci sarà dal primo minuto uno tra Sammartino e Dondoni, segno che né Placido né Lanini lo convincono. A centrocampo, Petriccione rimpiazzerà l'infortunato Taddei («Non è nemmeno tra i 18, ha problemi a un piede e non sappiamo nemmeno se recupererà per la prossima»). Ancora noie per Merini, che può reggere solo una mezz'ora con un'infiltrazione e quindi partirà dalla panchina. Risultato, il modulo sarà con tutta probabilità ad una punta (4-2-3-1) con il solo Sinigaglia ad operare dalle parti di Baiocco. «La squadra ha bisogno di equilibrio - spiega il mister - non possiamo sbilanciarci».
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