Italia
Esposito, smaltita l’amarezza ricompatta la squadra per Torino
Aleksander Czyz e Alex Kirk non sono al meglio e Preston Knowles sta recuperando dall’influenza. «Spero di avere un collettivo che sta bene per potermela giocare alla pari in Piemonte»
PISTOIA. Tu chiamala se vuoi… delusione, non certo rabbia quella rimasta in Vincenzo Esposito dopo la sconfitta della sua Tesi Group, tornata guerriera indomita dopo la partita moscia di Cremona, contro Reggio Emilia. «E non è nemmeno delusione per il risultato - dice El Diablo, provando a guardare avanti, alla prossima gara lunedì sera a Torino - ma perché vedi alcune cose e ci rimani male. Per me il basket non è un lavoro, io ho la fortuna di vivere per la pallacanestro e non di pallacanestro. Quindi ci rimango male se le cose non sono rispettate. Gli errori li fanno tutti anche i direttori di gara, ma non è possibile continuare a vedere due metri di giudizio diversi su alcuni episodi». Esposito, durante l’incontro di metà settimana con la stampa, ci prova a ripetere (anche a sé stesso) che la gara contro la Grissin Bon e le grandi proteste verso gli arbitri (acuite dalla mega multa piovuta sul Pistoia Basket il giorno dopo), rappresentano il passato. Prova a ripetere che ora l’importante è recuperare fisicamente tutti i giocatori, visto che fino a mercoledì né Czyz (ancora problemi alla schiena), né Kirk (seconda vittima del virus influenzale che aveva colpito Knowles, ora in via di guarigione) si sono allenati.
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«Spero di giocarmela con una squadra che sta bene a Torino perché se siamo al top, siamo una bella squadra e ce la possiamo giocare con tutti» dice il tecnico biancorosso. Ma il capitolo Reggio Emilia- conduzione arbitrale riemerge a più riprese. Quando parla di due metri diversi, Esposito fa alcuni esempi. E pur non citandolo esplicitamente, torna sull’episodio della gomitata di Gentile a Moore nel finale su cui Paternicò (che era a due metri) ha sorvolato, salvo poi correre a vedere l’instant replay su consiglio di Sabetta per verificare l’entrata in campo di Knowles e Lombardi (per riacciuffare il compagno di squadra americano), punita (questa sì) a norma di regolamento e “costata” 6.000 euro alla società e agli stessi giocatori che per contratto vengono sanzionati dalle multe che prendono. «L’anno scorso mi sono sbattezzato per capire il metro arbitrale sui flop dei giocatori (lo scivolamento - simulazione, ndr) - continua il tecnico biancorosso - quest’anno contro Cantù, Ariel Filloy nel finale è stato sanzionato con intenzionale e tecnico dopo una botta a LaQuinton Ross avvenuta dopo il fischio arbitrale. Non si può fare, gliel’ho detto anch’io: Ariel giochi in Italia da 10 anni e fai queste cose»? Ma, fa capire il coach, non tutte le smanacciate a gioco fermo, sono sanzionate e rilevate come quella del capitano biancorosso nel finale abbastanza concitato della gara (poi vinta) contro Cantù. Al tecnico della Tesi Group torna il sorriso quando si parla della prestazione della sua squadra contro Reggio, che nessun episodio può oscurare. «Sono molto soddisfatto di come i ragazzi se la sono giocata - continua Esposito - di come anche ragazzi come Di Pizzo e Severini, ma anche Mastellari per il poco che è stato in campo, hanno dimostrato disponibilità mentale a sopperire all’assenza dei più esperti. Abbiamo reagito alla gara sottotono di Cremona, giocandosela a viso aperto con una formazione come Reggio Emilia - checchè ne dicano alcuni - ha due squadre in una». L’ultima considerazione è sulle multe e sul comportamento del pubblico domenica scorsa. «Su 16mila euro di incasso - chiude El Diablo da vero uomo-società - 12 mila li paghiamo in multe. I numeri più o meno sono questi. Il 70% lo diamo praticamente in beneficenza… le regole vanno rispettate in campo e fuori, ci mancherebbe ma di tifoserie ne ho viste ben peggiori di Pistoia domenica scorsa. Se non avveniva quell’episodio, gestito in maniera sbagliata, non succedeva nulla. Perché i cori e gli sfottò ci sono ovunque. Se non si può nemmeno dire nulla, andiamo a giocare dai salesiani».
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