Gioco
E sul “caso Johnson” spazio all’ironia «Torneo complicato...»
PISTOIA. La sfida tra Tesi Group e Grissin Bon Reggio Emilia arriva al termine di una settimana caldissima in serie A, con il “caso Johnson” a Cantù a riaprire il dibattito sui regolamenti di un...
PISTOIA. La sfida tra Tesi Group e Grissin Bon Reggio Emilia arriva al termine di una settimana caldissima in serie A, con il “caso Johnson” a Cantù a riaprire il dibattito sui regolamenti di un campionato dove i soldi sembrano potere tutto, anche aggirare le regole. Vincenzo Esposito che in questi anni non è mai stato “zuccheroso” sullo stato di crisi in cui versa il basket italiano, stavolta preferisce guardare oltre una vicenda senz’altro ingarbugliata, quella che riguarda il tesseramento dell’ex biancorosso JaJuan Johnson nell’Acqua VitaSnella Cantù. «Quando vi dico che non bisogna fidarsi di questo campionato- dice il coach biancorosso- mi riferisco a tante cose. A una regola che diceva vai a destra, all’improvviso si va a sinistra. Chi non ha i soldi, li trova…».
In effetti se di mezzo non ci andasse l’onore del campionato, la vicenda potrebbe essere degna dell’operetta. Accanto al piacere di rivedere il “polpo di Indianapolis” nel nostro campionato, a due anni dalla fantastica stagione con la Tesi Group, c’è infatti lo stupore per come il nuovo patron canturino (il magnate russo Dmitry Gerasimenko) abbia potuto ingaggiare un nuovo americano, senza disporre più di visti per extracomunitari e cambiando struttura di squadra dal 5+5 (cinque italiani e cinque stranieri) al 4+3+5. Una modifica accordata dalla Federazione, previo pagamento della "cauzione" di 40.000 euro alla Federazione stessa, che ha scatenato le polemiche degli altri club.
A chi gli chiede se la vicenda gli provochi più preoccupazione nel vedere le altre che si rinforzano o rabbia perché lo si fa aggirando le regole, Esposito risponde con una delle sue massime. «Delle altre non me ne frega proprio niente- dice il tecnico biancorosso- quello che so è che siamo in un campionato complicato, che nel girone di ritorno può trovarti davanti 4-5 squadre e chiederti “dov’erano finora?”. Delle regole, dei regolamenti meglio che si occupino gli uffici. A me interessa lavorare su quei 26 metri e farlo al meglio».(e.p.)
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