Il Tirreno

Pistoia

Rovini: «La Pistoiese non merita il posto attuale»

di Saverio Melegari
Rovini: «La Pistoiese non merita il posto attuale»

L’attaccante arancione è consapevole che la squadra ha delle lacune ma anche che può fare di più

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PISTOIA. Dopo cinque gare con soli pochi minuti in campo, contro l’Ancona è ritornata l’occasione di una maglia da titolare per Emanuele Rovini. Il giovane di scuola Empoli, ma di proprietà dell’Udinese, è stato fra i migliori della prestazione degli arancioni ancora una volta sfortunata, se di sfortuna si vuole ancora continuare a parlare, con un palo colpito ed una bella conclusione disinnescata con qualche difficoltà da Lori. Ecco perché qualcuno è rimasto stupito del suo cambio nel finale con Speziale, anziché togliere qualcun’altro del reparto avanzato. «La sostituzione me la potevo aspettare – dice Rovini – in fin dei conti erano 5-6 partite che non giocavo titolare e quindi non avevo i 90’ nelle gambe. Le decisioni del mister non le discuto mai, ma comunque non avevo nessun problema fisico e stavo bene. Anzi, a dire la verità, dopo questo periodo di match giocati a spezzoni, pensavo persino di stare peggio. Per quanto riguarda la partita, ho fatto il possibile per dare la vittoria alla Pistoiese ed era meglio se i palloni entravano in porta. I numeri, per ora, ci condannano, però sono molteplici i fattori che ci portano ad aver segnato finora soltanto sei gol: dalla cattiveria a tanti altri aspetti. Il problema è che magari arriviamo davanti alla porta, come successo con l’errore di Sinigaglia, e non concretizziamo: se in una partita non ne creiamo più di una o due poi è evidente che in quei frangenti devi sfruttare quel che succede». Una cosa preoccupante, sul momento della Pistoiese, è che gli avversari trovano gol in un battibaleno sfruttando gli errori degli arancioni da calcio piazzato o corner e prendendo la difesa di sorpresa e che non rientra. «Anche questo è un aspetto sul quale lavorare – continua Rovini – però i problemi non sono solo davanti visto che alla prima occasione concessa agli avversari prendiamo gol: ci sono lacune sulle quali riflettere, ma quel che sappiamo è che indiscutibilmente non meritiamo la classifica che abbiamo. Potrebbe anche far paura, ma non siamo lontani dall’ottavo-nono posto che vuol dire tranquillità massima e mancano ancora tante giornate. Basta vedere che, sono sufficienti tre vittorie in fila con gli episodi che ti girano per il verso giusto, e sei di nuovo nel gruppo di testa». Solo che le vittorie bisogna iniziare a farle e quando sei il peggior attacco del campionato, nonostante la difesa ti regge, può anche riuscirti difficile.

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