Il Tirreno

Pistoia

Czyz: «Non mi è mai pesato l’essere un precario»

di Elisa Pacini
Il polacco Aleksander Czyz
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Il polacco Aleksander Czyz

Il polacco della Tesi Group Pistoia Basket si è davvero conquistato sul campo il contratto annuale dopo aver sostituito a tempo l’infortunato Thornton

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PISTOIA. Non appena arrivato a Pistoia con in tasca un contrattino da supplente, ha sentito aria di casa. Sarà per i colori biancorossi della Tesi Group che sono anche quelli della sua Polonia, sarà perché insieme alla fidanzata americana si è ambientato in città o perché Vincenzo Esposito che conosceva bene i suoi punti di forza, gli ha reso l’inserimento in squadra ancora più semplice. Per questo quando la società ha chiesto ad Aleksander “Olek” Czyz di rimanere fino al termine della stagione, per sostituire tutto l’anno l’infortunato Thornton di cui doveva essere il supplente, lui ha risposto subito di sì. «I ragazzi mi hanno trattato subito come uno della squadra- dice l’ala polacca nella conferenza stampa che guarda all'impegno di lunedì sera contro Cremona- non come un giocatore a gettone. Siamo un gruppo di giocatori che vanno molto d’accordo anche fuori dal campo. Quando la società mi ha rinnovato il contratto di settimana in settimana, pur tenendomi aperte le finestre con le squadre che mi cercavano, la mia priorità è sempre stata rimanere a Pistoia». A far oliare un gruppo in cui «è un sogno giocare», dice Czyz che fin dall’inizio ha conquistato il suo impegno per nulla “precario”, ci sono stati gli ottimi risultati. Ma da buon fedele discepolo della linea di Vincenzo Esposito, il lungo venticinquenne evidenzia che la soddisfazione non arriva solo dalle vittorie, ma dal portare in campo una certa idea di gioco. «Quando arrivi in un posto nuovo- dice Czyz- non sai mai cosa aspettarti. Ora invece si vede negli occhi di tutti la voglia di vincere, le vittorie aiutano a voler fare sempre meglio. Il fattore principale del nostro grande inizio è l’esser partiti con aspettative basse, il che ci porta ad andare in campo e giocare senza avere la paura di perdere. Certo perdere è una possibilità, ma noi siamo molto più delusi quando usciamo dal campo e non siamo riusciti a trasmettere la nostra mentalità, il nostro gioco». Del sorridente lungo polacco, occhi chiari da principe azzurro che fuori dal campo ha solo per la fidanzata Bree e il cane, si dice che sia un grande stakanovista. Lunghe corse anche nel giorno di riposo, grande impegno in palestra da buon figlio del rigore dell’est Europa. In verità Olek Czyz è un simbolo perfetto dei tempi moderni, nato in Polonia e cresciuto negli Stati Uniti, con due famiglie in due continenti. «La mia fidanzata Bree mi segue da quasi 10 anni- conclude - qui a Pistoia ci troviamo molto bene, usciamo spesso con gli altri compagni e la gente è molto gentile con noi».

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