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Pistoia

Il decano Salerni: Pistoia Basket ha il diritto di sognare

di Elisa Pacini
Il decano Salerni: Pistoia Basket ha il diritto di sognare

«Alla lunga le grandi verranno fuori ma la Tesi Group ha un’occasione imperdibile per arrivare fra le prime 4»

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PISTOIA. La provincia in vetta ad un campionato che, ad un quarto del suo cammino, svela equilibri inediti a qualsiasi previsione. La Tesi Group sa di essere una delle sorprese più grandi ma, per Nicola Salerni, responsabile del Pistoia Basket Academy e una delle voci più esperte ed autorevoli del basket toscano, Pistoia non può e non deve smettere di sognare. Perché la provincia ride e le grandi del campionato piangono (leggasi sconfitta di Milano a Torino), aprendo la strada a scenari che per il coach tessera numero 313 dell’albo degli allenatori italiani, non sono così remoti ovvero le prime 4 posizioni del campionato.

Salerni, quali sono le sue emozioni di questo momento con Pistoia capolista?

«Vedo un ambiente bellissimo e penso al piacere di aver partecipato negli anni a questa crescita. Penso a quando c’erano 500 persone in serie C (l’anno della ripartenza del Pistoia Basket, 1999/2000) e guardo ora al palazzetto pieno. Qualcosa di buono abbiamo seminato».

Della Tesi Group che guarda tutti dall’alto in classifica, cosa pensa?

«Quando vengo a Pistoia per lavorare col settore giovanile, vedo Vincenzo Esposito in palestra, lo osservo per come lavora con i suoi giocatori. Non avevo mai visto nessuno finora far lavorare i professionisti sui fondamentali come fanno lui e il suo staff. Questo lavoro fa bene visto che ogni domenica c’è un attore diverso al centro del palcoscenico. Esposito non ha iniziato da tanto ad allenare, ma probabilmente ha avuto buoni maestri».

Cosa hanno detto le prime sette giornate della serie A?

«Qualcuno pensa ancora di far bene solo perché spende tanti soldi. Squadre come Pistoia e Trento dimostrano che si possono fare le cose per bene soprattutto con la programmazione, senza fretta e con la voglia di aspettare. Le big non mi hanno convinto, per questo dico che Pistoia quest’anno ha un’occasione più unica che rara, puntare ai primi 4 posti del campionato. Togliamo i primi 2 perché le grandi alla fine usciranno, compresa Milano che in Eurolega mi ha fatto un’impressione penosa, ma per il resto dei posti vedo molte squadre in lizza tra cui la Tesi Group».

In via Fermi nessuno però vuole staccare i piedi da terra. Sarà perché la squadra non è lunghissima, ma anche la buona Caserta di domenica gioca in otto…

«Non lo vedo come un grosso limite, a parte le squadre più ricche, tutti giocano con 8 giocatori. Io sinceramente spero che, con l’andar delle partite, Mastellari e Severini abbiano spazio ma capisco il coach che serva il momento giusto. Di questa Tesi Group mi piace l’alternarsi dei giocatori protagonisti: domenica Moore non è riuscito a dare i ritmi come altre volte ma Filloy è stato risolutivo. Kirk aveva iniziato bene, poi quando ha avuto difficoltà è uscito Blackshear. Czyz fa bene il suo compito: siamo una squadra poco identificabile per gli avversari. Sognare si può, non ci faremo mica togliere anche il diritto di sognare?»

A parte l’EA7 Milano, cosa pensa delle altre squadre?

«Caserta mi è piaciuta ma nonostante questo il mio amico Sandro Dell’Agnello non è riuscito nemmeno stavolta a sfatare il mito che lo vede sempre sconfitto a Pistoia. Trento è una squadra che va tenuta d’occhio, mentre i tanti cambiamenti di Reggio Emilia e Sassari in questo momento ne fanno squadre indecifrabili. Sassari, insieme a Milano e Venezia, alla lunga verranno fuori ma le difficoltà di queste squadre in Coppa non mi fanno pensare a corazzate».

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