Il dolore
Blackshear: «Peyton come un fratello»
Il giocatore del Pistoia Basket domenica affronterà da avversario il suo ex compagno americano che gioca nel Caserta
PISTOIA. Dopo tre giornate di campionato c’era chi storceva già il naso di fronte alle prestazioni di Wayne Blackshear: è troppo inesperto, in attacco non incide, non ha il giusto feeling e così via. Dopo la gara in casa con Avellino, però, la musica è cambiata con l’ala della Giorgio Tesi Group che è diventata un fattore in attacco, oltre ad esserlo sempre stato in difesa. «Ci aspettavamo di giocare così anche se magari non di essere in testa alla classifica – afferma Blackshear – già durante il pre-campionato abbiamo trovato il giusto feeling fra di noi, convinti che con il giusto impegno si potevano fare buone partite. Al college lavoravo sulla difesa ogni giorno ed anche coach Esposito mi chiede grande sacrificio, mentre in attacco prima mi sentivo più limitato mentre qui se devo prendere un tiro non me lo faccio ripetere due volte». La capolista di serie A, al pari di Milano, è attesa domenica dal secondo turno consecutivo casalingo: al PalaCarrara arriva la Juve Caserta ed i motivi di interesse all’interno del match saranno davvero tanti. Uno di questi riguarda proprio Blackshear che ritroverà, da avversario, il play che guidò la sua Louisville al trionfo in Ncaa nel 2013, vale a dire Peyton Siva. «In questi giorni non ci siamo sentiti – commenta l’ala della Tesi Group – però fra di noi c’è un bellissimo rapporto. Abbiamo trascorso due anni intensi insieme e per me è stato come un fratello maggiore che mi ha insegnato molto. Sarà sicuramente divertente vedere i passi in avanti che abbiamo fatto entrambi». Il talento al giovane giocatore biancorosso non manca, tanto che in molti lo hanno sempre indicato come un possibile protagonista, in un futuro non troppo lontano, anche in Nba. Ma, per il momento, Blackshear non vuole assolutamente pensarci. «L’Nba è una possibilità – conclude Blackshear – però ora sono qua e devo pensare soltanto a Pistoia. Ancora non posso sapere dove mi porterà il mio percorso di crescita e coach Esposito mi sta facendo lavorare su delle cose alle quali finora non ero abituato. Cercherò di prendere il lato più positivo di questo percorso, ma la mia concentrazione va esclusivamente all’allenamento quotidiano e non a quello che potrà succedere fra un anno o due». Saverio Melegari
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