Gioco
Il direttore generale del Pontedera tifa Pistoia Basket
Paolo Giovannini con un passato da ex in arancione parla del prossimo match con la Pistoiese e vede un bel duello fra mister Alvini e il suo coach Indiani
PISTOIA. E’ l’ora di ritrovare l’arancione per Paolo Giovannini e, visto il legame sportivo a 360° che ha con Pistoia, non sarà una partita come le altre quella di sabato sera al “Mannucci” fra Pontedera e Pistoiese. Massimo dirigente in granata, con un anno di serie D anche in via dello Stadio per una salvezza quasi miracolosa, super tifoso della Giorgio Tesi Group, definita da lui stesso «come l’Empoli del basket: se per tanti anni fai sempre bene non può essere solo fortuna». Il primo pensiero, ovviamente, è al calcio ed a quel che succederà sul sintetico di Pontedera fra due squadre che stanno attraversando momenti molto diversi fra loro. «All’inizio eravamo preoccupati – afferma Paolo Giovannini – perché, per bravura dei nostri giocatori, abbiamo rinunciato a nove undicesimi della squadra titolare e ci sono 17 nuovi acquisti. Siamo solo ad un terzo del campionato, diciamo che ci sono ancora grandi margini di miglioramento. Scappini? Per lui il contratto con la Sampdoria è stato quasi più un freno che un vantaggio: in estate ha rivisto il contratto ed è venuto qua lavorando con grande umiltà». E stiamo parlando del capocannoniere del girone con già 11 gol segnati compresa una cinquina alla Lupa Roma. «Alla Pistoiese manca qualche punticino – aggiunge il diggì del Pontedera – l’ho vista tante volte ed è un piacere ammirare come si esprime sul campo, tenendo sempre le redini del match in mano. E poi c’è un allenatore come Alvini che qua conosciamo bene che fa dello spirito di gruppo la sua arma vincente. Che partita sarà? Noi l’affronteremo con grande sfrontatezza e serenità mentale perché i 16 punti sono tutti meritati: la sfida Alvini-Indiani è bella perché sono due allenatori super per la categoria». La chiusura, però, è per il Paolo Giovannini tifoso della Tesi Group. «Mi sono avvicinato ai tempi della LegaDue – confessa – con mio figlio che all’epoca aveva sei anni ed andavamo in curva perché era diventato la mascotte della “Baraonda”. tenendo in mano il due aste con scritto “Non c’è problema”. Quando gli impegni me lo permettono, alla domenica sono al palazzetto a godermi questo inizio travolgente di stagione e ci sarò anche domenica prossima».
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