Lutto
Meneghin: «Un attacco splendido»
L’ex dell’Italbasket oro Europeo nel 1999 sorpreso dall’organizzazione di gioco della squadra di Vincenzo Esposito
PISTOIA. La costruzione di una difesa energica da parte di chi, quando giocava, ha fatto dell’attacco al canestro la sua filosofia di gioco. E’ questo quello che più ha colpito Andrea Meneghin della Tesi Group targata Vincenzo Esposito. Il “Menego”, simbolo dell’oro europeo dell’Italbasket nel 1999, domenica era al PalaCarrara nelle vesti di commentatore tecnico di Sky insieme ad un altro simbolo stavolta della pallacanestro sulla pay tv più famosa d’Italia come Paola Ellisse. Nel turbinio di foto che ha coinvolto a fine gara uno dei campioni del basket italiano, Meneghin ha evidenziato la sorpresa di trovarsi davanti ad una Pistoia così scatenata che non è in testa alla classifica per caso. «Ho visto una squadra con un gioco in attacco splendido- dice il mitico “Menego” della Varese della stella in cui aveva come compagni di squadra tra gli altri il giemme biancorosso Gek Galanda e Gianmarco Pozzecco - sembra che i giocatori di Pistoia giochino insieme da una vita. Per un ex attaccante come Enzino Esposito, avere una squadra che difende così è davvero un gran risultato. Contro Cantù, sono stati proprio i palloni recuperati in difesa a consentire a Pistoia di spaccare la partita». Una gara emozionante quella contro i giovani canturini, che hanno provato in ogni modo a contrastare il bel gioco della capolista, arrivando nell’ultimo quarto a fargli venire un bel brivido sulla schiena con i canestri del sorpasso di Ross. Ma, come fa capire Meneghin, questa Tesi Group ha davvero qualcosa di importante dentro. «Se mi aspettavo di vedere Pistoia in testa? - continua l’ex azzurro e ora coach delle giovanili di Pallacanestro Varese - no, sinceramente dico che i giocatori di Pistoia - italiani a parte - non li conoscevo nemmeno prima dell’inizio del campionato. Ma sarà che qui a Pistoia si respira un entusiasmo incredibile, che Esposito ha dato fiducia totale ai giocatori che si cercano e non tengono mai la palla ferma in attacco. Il risultato è che tutti segnano e danno atletismo, dagli americani ad un Eric Lombardi che entra dalla panchina e dà tutta quell’energia. Sul campo la squadra ha dimostrato di non essere in testa per caso e anzi, penso che la sconfitta di Milano, abbiamo dato ancor più lustro ai giocatori di fare vedere quello che valgono». Se in via Fermi la parola d’ordine rimane “salvezza”, è chiaro che dopo sei giornate di alto livello, è difficile considerare la Tesi Group una meteora. Certo i limiti oggettivi di una squadra costruita con la solita coperta corta per esigenze economiche ci sono (“probabilmente manca un ricambio vero per Kirk” dice Meneghin) ma l’importante - dice l’ex guardia tiratrice varesina - è continuare a giocare con la grinta che Pistoia ha fatto vedere finora. «L’obiettivo di tutti - chiude Meneghin - deve essere rimanere tranquilli anche se, più avanti, ci potesse essere un periodo di flessione. Perché l’importante è che niente, nemmeno 2-3 ko, possa minare la voglia di giocare a basket che trasmette questa squadra».
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