La protesta
Coach Esposito prepara la sfida contro Caserta sua ex società
L'incontro fra Pistoia e Caserta si giocherà a 20 anni esatti dal debutto del coach in Nba con la maglia del Toronto. Intanto la Tesi Group ha rinnovato il contratto fino a fine stagione per il polacco Czyz
PISTOIA. Con i fari puntati addosso, Vincenzo Esposito convive da una vita. Da quando insieme ad un gruppo di ragazzi come lui figli della provincia del sud, di cui si conosceva più le ombre che le luci, conquistò la scena della pallacanestro che- come molti altri settori- era a completa trazione nordica. Per questo ora che è coach della Tesi Group sorprendente capolista della Legabasket per la quinta settimana, incontrare Caserta da avversario e per di più in panchina, in quella seconda vita sul parquet che proprio l’anno scorso al PalaMggiò ha avuto una svolta importante, non è stupito di essere ancora al centro della scena. Starà a lui gestire, come ha fatto finora, le attenzioni intorno alla sua giovane squadra che domenica affronta la Juve Caserta, per di più a 20 anni esatti dal suo esordio in Nba.
Coach, cosa vuol dire sfidare Caserta per lei?
«Sono casertano, Caserta è una società e una piazza a cui devo tanto prima da giocatore e dopo da allenatore. Da giocatore lo sanno tutti, da allenatore per l’opportunità che l’anno scorso mi è stata data di esordire in serie A. Con Caserta ho dato tanto, ho ricevuto tanto ed avanzo anche tanto».
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Quando in estate ha scelto la panchina di Pistoia, Caserta era in Legadue. Poi c'è stato il ripescaggio…col senno di poi la sua scelta sarebbe cambiata?
«La scelta di Pistoia, per me, è arrivata indipendentemente dalla categoria di Caserta. Nel momento in cui ho deciso di non continuare il rapporto, era perché non c’era più quel feeling con la società che invece c’era stato nei 5 mesi da capocoach».
Si aspettava da parte della Pasta Reggia, l’allestimento di una squadra così importante?
«La società anche l’anno scorso ha fatto sacrifici economici importanti. Io sono arrivato quando i cambi erano già stati fatti ma il club non ha mai abbandonato la squadra».
Quindi la separazione tra lei e la Juve Caserta non va ricercata su questo lato?
«L’ho detto. Non c’era più feeling. Io vado molto ad istinto, a sensazione e queste mi dicevano che qualcosa si era rotto».
Ritrova sulla panchina casertana Sandro Dell’Agnello, il gigante toscano di quel miracolo che insieme avete costruito con lo scudetto della Phonola del 1991?
«Sandro è un amico, prima che un ex compagno di squadra. Viene da un’annata sfortunata a Pesaro e penso che quest’anno abbia le risorse per far vedere il suo talento. Dall’inizio dell’anno ho detto che Caserta è da primi otto posti. Noi la incontreremo al completo (sono rientrati sia Bobby Jones che Peyton Siva,ndr) e sarà un test importante perché sfidiamo una squadra piena di giocatori esperti, di veterani».
Sa che domenica ricorre il ventennale preciso del suo esordio in Nba: 15 novembre 1995, Toronto contro Houston Rockets…
«Il contratto triennale con Toronto per me è stato il coronamento di un sogno che avevo fin da bambino. Ero un ragazzo di Caserta, con fisico normale, figlio di genitori normali che giocava in Nba. Ci sono tanti ricordi di quell’esperienza ma il più vivo rimane il momento della firma a Toronto. Era la conclusione di una favola».
Chi è oggi il giocatore che più ricorda "El Diablo" Esposito?
«L’unico è Alessandro Gentile, un ragazzo che ho visto crescere, che per talento e qualità tecnica si avvicina di più a me anche se gioca in un ruolo diverso. Ma Vincenzo Esposito giocatore appartiene ad un’era cestistica finita».
In compenso molti vedono nella Tesi Group, il carattere energico e mai domo del suo allenatore. E’ d’accordo?
«Le squadre rispecchiano sempre le caratteristiche tecniche e caratteriali dei propri allenatori. Penso e spero di trasmettere a Pistoia la mia allegria, la mia spensieratezza e il gusto di migliorarsi sempre».
MERCATO. Prolungato il contratto fino a fine stagione al polacco Aleksander Czyz. Società e giocatore hanno finalmente raggiunto l’accordo dopo che nelle ultime due settimane c’erano stati prolungamenti di soli sette giorni per volta. Ora la scelta definitiva visto che l’infortunio a Thornton è di lunga durata.
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