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Pistoia

«Esposito? È come se giocasse con noi»

«Esposito? È come se giocasse con noi»

Tesi Group, Michele Antonutti spiega il feeling tra coach e squadra. E su Milano: loro devono vincere per forza, Pistoia no

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PISTOIA. Il “sano entusiamo” con cui la squadra sta vivendo la sua settimana da capolista solitaria, è quello che Michele Antonutti trasmette nella conferenza stampa infrasettimanale. Leader in campo e fuori, grazie alla sua simpatica arte oratoria, l’ala friulana guarda con grande motivazione alla gara di domenica al Forum d’Assago.

Una gara difficilissima per Pistoia, capolista, che giocherà sul campo della squadra che «deve per forza vincere» come dice uno dei soldati più fedeli dell’armata Esposito. «Giocare al Forum per un giocatore è come suonare alla Scala per un musicista- dice Antonutti- è un palazzetto dove si giocano le coppe europee, un posto che dà brividi ed emozioni particolari ogni volta che ci giochi. Giocare lì è una di quelle cose che un bambino appassionato di basket sogna. Io spero di trasferire questo gran piacere di giocare lì in extra energia in campo».

Le motivazioni non mancano a questa squadra giovane ma grintosa: Antonutti, che con i suoi 29 anni è il giocatore più esperto, lo sottolinea. «Come stiamo vivendo questo momento nello spogliatoio?- dice il numero 9 biancorosso- con sano entusiasmo. C’è in tutti noi la consapevolezza di avere una grande opportunità qui, nei giovani e nei giovanissimi. Sappiamo che Pistoia è per tutti un trampolino. Il primato? Nella vita sportiva si sa che il treno, se passa, passa una o due volte quindi va preso al volo».

Determinazione, grinta e voglia di continuare a stare sotto i riflettori. C'è ambizione in casa biancorossa ma non è figlia di presunzione ma del fatto che, fin dall’inizio, i giocatori hanno capito di potersi fidare l’uno dell’altro. «Quello che mi ha colpito di più in questa squadra- continua Antonutti- è la voglia di soffrire insieme. Non è facile in un gruppo di persone che sono diverse per cultura, religione, lingua. C’è l’attitudine a fare un passo verso la squadra, anche se ognuno ne deve fare uno in meno da se stessi».

In questo la carica di Vincenzo Esposito è fondamentale. «Lui - spiega Antonutti - ci parla da allenatore ma anche da ex giocatore. Io le vere doti di Esposito le ho viste l’anno scorso a Caserta, nel momento più buio della stagione quando dopo 14 sconfitte è diventato il nostro allenatore. In un momento in cui nessuno credeva più in sé stesso, lui ci ha motivato di nuovo. Ora non mi sorprende vederlo così determinato: nella partite è come se giocasse con noi e noi lo sentiamo».

E Milano come si affronta? «L’inizio sarà determinante- chiude Antonutti- dovremo mettere in campo subito tanta intensità difensiva. Perché lì un 2-17 come quello di domenica non ti lascia scampo. Domenica volevamo fare tante cose subito, chiudere subito la gara e abbiamo fatto tutto in modo impreciso con tante forzature».

Elisa Pacini

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