Gioco
Vita da assistman Moore, l’arma in più del Pistoia Basket
«Mi trovo bene con questa squadra, ci divertiamo e vogliamo continuare a farlo nel migliore dei modi»
PISTOIA. Numeri alla mano Ronald Moore, detto Ronny, è uno dei migliori assistman del campionato ma anche senza ricorrere alla matematica, il suo inizio da perfetto direttore d’orchestra della capolista Tesi Group Pistoia è di quelli che non passano inosservati. Sono tanti gli addetti ai lavori ad evidenziare che nella partenza a tutto gas della squadra di Vincenzo Esposito, oltre alla mano fatata del gigante Kirk, c’è il ritmo veloce e sfacciato della coppia formata dal play di Philadelphia che Esposito ha voluto fortemente dopo averlo avuto a Caserta e da capitan Ariel Filloy. «Gli assist? Sono il mio lavoro, sono sempre stato un play da quando gioco» dice Moore che illumina con il suo sorriso e la sua parlantina la conferenza stampa di metà di una settimana che porterà i biancorossi al ritorno al PalaCarrara per incontrare domenica la Sidigas Avellino. «Il mio rapporto con Filloy?- continua il play- E’ uno dei più divertenti del gruppo insieme a Eric Lombardi, ma devo dire che tutti siamo un po’ pazzi…sul campo mi trovo molto bene con lui, è il capitano, tutti lo rispettiamo e poi lui è molto disponibile con tutti, anche con i ragazzi più giovani». Da Philadelphia, un milione e trecentomila abitanti, alla provincia italiana. Il salto non è facile anche se, la stagione scorsa di Caserta, l’ha già proiettato nella vita italiana che ha scoperto di amare soprattutto quando a tavola c’è la pasta e la pizza e quando si può fare shopping con tranquillità come nelle nostre piccole città. Parlando dell’inizio sul campo, la rivelazione Pistoia ha stupito un po’ anche lui ma la sua determinazione è quella di chi vuole continuare a divertirsi. «Non mi aspettavo un inizio così - continua il regista 27enne, ex Siena Saints College - ma onestamente questa è una squadra dove tanti giocatori hanno una mentalità vincente e lo si vede anche dalla voglia che tutti hanno di migliorarsi in allenamento». Il feeling tra lui e Vincenzo Esposito poi aiuta eccome. «L’anno scorso il coach a Caserta era subentrato a stagione in corsa - continua Moore - quest’anno si è scelto i suoi giocatori, quelli che erano più funzionali a lui e quando si può scegliere i risultati sono migliori. Il nostro segreto? Il coach prepara molto bene le partite e noi cerchiamo di seguirlo attentamente». Dopo due settimane di vittorie “on the road”, la Tesi Group torna in casa per affrontare Avellino reduce dal ko di lunedì sera con Milano. «La affronteremo con la stessa filosofia che il coach ripete sempre- chiude il play biancorosso- lavorare su di noi. Abbiamo già rivisto la gara di Trento, anche i piccoli errori che abbiamo fatto. Avellino è una squadra dotata di un ottimo reparto lunghi che ha giocatori molto fisici anche se magari un pò lenti. Noi dovremo sfruttare ancor di più la nostra velocità per andare facilmente a canestro e stare attenti ai rimbalzi, per non concedere seconde opportunità agli avversari. Il mio obiettivo? Spero che la squadra possa arrivare ai playoff. La gente si ricorda delle grandi squadre e non dei buoni giocatori».
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