Il Tirreno

Pistoia

Montecatini, il gruppo operaio vola in paradiso

di Roberto Grazzini
Montecatini, il gruppo operaio vola in paradiso

Mister Maneschi cerca di smorzare l’entusiasmo alle stelle dei suoi giocatori dopo la vittoria col Gubbio: «C’è energia positiva, ma prima la salvezza»

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MONTECATINI. Come 40 anni fa. Erano i tempi delle eterne sfide con il Prato. E c’erano anche allora il Città di Castello, il Foligno e lo Spoleto. Il Gubbio invece, ora ultracentenario, sarebbe cresciuto con l’andare del tempo fino a toccare la serie B tre stagioni orsono. Forse non a caso, proprio domenica contro l’attrezzato squadrone rossoblù, costruito per tornare subito in Lega Pro, si è avuta la reale consacrazione del Montecatini modellato da Giovanni Manesch, la squadra più giovane del girone e al momento anche la migliore, classifica alla mano. Gubbio battuto con due gol di Santini e Gelli nel secondo tempo, Giusti che para un rigore. Giornata da incorniciare.

Il gruppo “operaio” è stato pronto a qualsiasi sacrificio tattico, come l’intuizione del trainer pisano di spostare Gialdini, motorino di centrocampo e capitano, dall’asse mediana alla fascia sinistra. «Premesso – precisa scherzando il diretto interessato – che quanto prima vorrei tornare al mio posto, non ho avuto alcun problema a cambiare ruolo vista l’indisponibilità di tanti difensori. Sul rendimento, già in precampionato ero sicuro che eravamo un bel collettivo ed avrei scommesso sull’esplosione di Gelli e Ferrari. È vero, la poca esperienza potrebbe giocare un ruolo importante nei momenti cruciali del torneo. Ma se restiamo coi piedi per terra credo che riusciremo a conquistare presto i 27/28 punti che mancano alla salvezza».

Alla pacatezza di capitan Gialdini, fanno eco i modi da guascone del fantasista Claudio Santini, seconda punta o tre quartista alla bisogna. Col Gubbio ha avuto l’ardire di installare una telecamera mobile dietro la porta (spostata fra il primo ed il secondo tempo) perché si “sentiva” di far gol. Il gol, e che gol, è in effetti arrivato, come l’assist per la rete di Gelli, la ventina di punizioni conquistate ed ovviamente il cartellino giallo per il mezzo giro di campo da cameraman improvvisato. «Ne valeva la pena – ammette – perché è stata davvero una bella soddisfazione al termine di un’azione tutta di prima. Stiamo facendo un grande campionato e sinceramente non so dove potremo arrivare. Ci sono tante squadre di valore ma cosa costa sognare?».

Mister Maneschi intanto tiene l’ambiente sereno. «C’è energia positiva – spiega – specie dopo la batosta col Poggibonsi, alla quale sono seguite due ottime prestazioni. Se le cose si mettessero ulteriormente bene, sarà mio dovere ricordare ai ragazzi quell’episodio. Detto ciò non posso che essere contento di questi ragazzini dalla testa calda quanto basta, dal cuore grande e dai piedi discreti. L’altra forza è il gruppo dirigenziale sempre presente e vigile, ma mai ingombrante».

Intanto il presidente Marco Innocenti gongola. «Sto ricevendo complimenti da ogni parte – dice – ma non vorrei che i nostri ragazzi si montassero la testa. Stiamo andando oltre le più rosee previsioni, grazie al lavoro di Guido Dianda, responsabile dell’area tecnica, del team manager Pollastrini, e soprattutto di mister Maneschi e dei suoi collaboratori e ci godiamo il momento, consapevoli che il difficile deve ancora arrivare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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