Il Tirreno

Pistoia

Il gigante bianco ha conquistato i tifosi

di Elisa Pacini
Il gigante bianco ha conquistato i tifosi

Il vice coach Bongi racconta chi è Kirk, il ragazzo “di frontiera” che domenica ha raggiunto la valutazione più alta in serie A

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PISTOIA. Se una squadra che punta alla salvezza batte una potenziale big non è mai merito di un solo giocatore. Così nella convincente vittoria della Tesi Group all’esordio contro l’Enel Brindisi che ha ubriacato d’entusiasmo il popolo biancorosso, ci sono tanti volti e tante storie. È anche vero che, se dovessimo scegliere un simbolo del primo successo in serie A di Pistoia sui pugliesi, sarebbe difficile non scegliere Alex Kirk il gigante bianco del New Mexico.

Dalla sua il quasi rookie che la società e lo staff hanno pescato nel mercato sterminato a stelle e strisce, ha i numeri con quel 35 di valutazione che non è solo un record per un giocatore del Pistoia Basket all’esordio in serie A, ma gli vale (prima dei posticipi) la palma di migliore giocatore della prima giornata della 94ª Legabasket. Numeri a cui si somma quell’atteggiamento da intimidatore d’area che ha stravolto il piano gara di Piero Bucchi e che gli vale già paragoni importanti. Senza lasciarsi andare ad entusiasmi fuori luogo dopo una sola gara di campionato, c’è comunque da evidenziare le potenzialità del ragazzo “di frontiera”, nato là dove gli Stati Uniti sanno di Messico e dove gli atleti della squadra del college più importante si chiamano “Lobos”, lupi in spagnolo e non in inglese.

«Alex è un ragazzo molto disponibile- dice Fabio Bongi, vice coach di Vincenzo Esposito e grande conoscitore di basket internazionale- un ragazzo super, due caratteristiche che a Pistoia hanno sempre rappresentato un buon mix di partenza per giocatori importanti. Personalmente ero intrigato dal suo ingaggio, come molti addetti ai lavori, e la gara contro Brindisi ci ha confermato le buone cose che sappiamo di lui». 213 cm per 114 kg, la stazza del centrone con la mano fatata: ecco chi è Alex Kirk, il ventiquattrenne lungo di Los Alamos che è già un idolo per il PalaCarrara. «Andiamoci piano- dice coach Bongi- arriveranno giornate e momenti di difficoltà. Ci vuole equilibrio nei giudizi. La cosa importante è che il ragazzo ha caratteristiche importanti per il nostro sistema di gioco. In più ha grande voglia di lavorare, è una persona serena che prende il basket nel modo giusto con il gusto della cosa che gli piace fare. È un esempio in questo senso».

Se tutti aspettavano al varco del campionato Wayne Blackshear, Pistoia ha mostrato al via del campionato un altro dei suoi nuovi americani. «Con la sua presenza in campo innalza il nostro livello di gioco- dice Bongi- ha una gran mano e soprattutto grande intelligenza cestistica. Sa leggere i tempi. Certo, se gioca a Pistoia vuol dire che deve crescere, in difesa deve essere messo in condizione di poter rendere. Noi abbiamo avuto la fortuna e l’ardire di sceglierlo, lui ha accettato di venire qui ma ora la strada da fare è lunga».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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