Il Tirreno

Pistoia

Il portiere-diga Iannarilli chiede gol ai compagni

di Saverio Melegari
Il portiere-diga Iannarilli chiede gol ai compagni

Sabato il numero uno ha salvato più volte la Pistoiese dall’immeritata disfatta «Non abbiamo dato tregua al Santarcangelo, manca solo la fortuna sotto porta»

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PISTOIA. Non è facile smaltire la rabbia in casa Pistoiese dopo lo 0-0 col Santarcangelo. Un risultato bugiardo perché gli arancioni avrebbero potuto vincere comodamente se avessero concretizzato anche solo un terzo delle occasioni create, in primis il calcio di rigore fallito da Sinigaglia. E’ un momento particolare, come ha detto mister Alvini, nel quale niente gira per il verso giusto però questo non deve essere un alibi: la squadra deve crescere ancora e soprattutto trovare quella personalità che ancora manca nell’ammazzare le partite. «Più di così era difficile fare – racconta il portiere della Pistoiese, Anthony Iannarilli autore di un paio di interventi determinanti – nel primo tempo non siamo andati al massimo, ma nella ripresa non abbiamo dato tregua al Santarcangelo: ci gira male ed i primi ad essere arrabbiati siamo noi, ma il calcio è anche questo. Io ho fatto il mio dovere, così come il mio collega Nardi che ha trovato interventi straordinari salvando il risultato di parità. Cosa fare? C’è solo da continuare a lavorare su questa strada perché dal punto di vista del gioco ci siamo: la Pistoiese è una squadra quadrata alla quale manca solo il gol. C’è da lavorare per cominciare a vincere». Quasi deluso per la sua prestazione il centrocampista Jacopo Petriccione, chiamato in causa da Alvini per ridisegnare la linea mediana alla luce dell’assenza di Lo Sicco e tenendo ancora inizialmente in panchina Damonte. «Potevo fare molto meglio – dice il biondo di scuola Fiorentina – e sono andato male soprattutto nei primi 10’ perché non mi sono abituato al tipo di gioco: questo, nonostante qualche miglioramento, condiziona in negativo la mia prestazione». Rimprovero severo se si pensa che il giocatore in questione era al debutto assoluto fra i professionisti dal primo minuto e che si tratta di un ragazzo che ha soli 20 anni e che fino a giugno giocava nel campionato Primavera: la personalità non manca. «Di sicuro sono 2 punti persi che si sommano già ad altri – prosegue Petriccione – così come il fatto che in 4 partite abbiamo segnato soltanto 1 gol: ci saranno stati sfortuna o episodi sfavorevoli, ma va detto che bisogna essere più cinici e concreti davanti altrimenti si fa dura. Il mister cosa ci ha detto? All’intervallo era tranquillo perché sapeva che potevamo solo migliorare ed infatti ci ha chiesto di partire forte nella ripresa. Per ora sono contento del mio impiego ma le valutazioni le fa l’allenatore: del resto, siamo un gruppo di 23 giocatori ed in 19 già hanno disputato qualche minuto, quindi vuol dire che tutti stiamo andando bene».

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