Il Tirreno

Pistoia

Col Santarcangelo un pareggio da mangiarsi le mani

di Saverio Melegari
Col Santarcangelo un pareggio da mangiarsi le mani

Al Melani negli ultimi dieci minuti folli la Pistoiese fallisce un rigore e la più clamorosa delle occasioni

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PISTOIA. Per tre partite, la Pistoiese ha reclamato per errori arbitrali che hanno fatto perdere per strada almeno un paio di punti. Al quarto tentativo, però, c’è da fare mea culpa e recriminare solo contro se stessi se contro il Santarcangelo al “Melani” non si va oltre lo 0-0. Perché sbagliare l’impossibile, soprattutto quando la partita sembrava non regalare più emozioni, vuol dire che sei in credito con la sorte però è anche vero che ci sono due aspetti preoccupanti sui quali mister Alvini deve riflettere. Il primo è che a questa Pistoiese, al momento, manca la giusta cattiveria sottoporta e questa non la si vende al supermercato ma si ha nella propria indole. Il secondo è che ci vogliono molte ripetizioni in tema di calci di rigore: dall’inizio della preparazione, in gare più o meno ufficiali, siamo al quinto sbagliato con due errori a testa per Merini e Rovini e adesso uno per Sinigaglia, deputato rigorista ufficiale della squadra dopo il tre su tre fatto nella passata stagione. Nel match dove la Pistoiese aspettava come il pane la prima vittoria del campionato ed iniziare a risalire la china in classifica, ecco che arriva il secondo 0-0 casalingo in due uscite con qualche mugugno arrivato dagli spalti quasi deserti del “Melani” (480 paganti alla seconda casalinga non è un dato entusiasmante). Una partita dal finale thrilling con il rigore fallito da Sinigaglia all’81’, il doppio colpo di testa di Damonte che chiama Nardi a due miracoli nel giro di pochi secondi e poi il clamoroso uno contro zero di Piscitella al 91’ che, invece, di sparare forte cerca il tunnel al portiere del Santarcangelo che risponde ancora una volta da campione.

Siamo partiti dall’inizio per raccontare un match che metteva la Pistoiese nelle condizioni di prendersi 3 punti nonostante le assenze di Merini e Lo Sicco con Alvini che schiera Mungo trequartista e fa debuttare il ’95 Petriccione come mediano. Il primo pericolo è al 9’ con Vassallo che trova il pertugio giusto ma da buona posizione calcia a lato debolmente ma i brividi arrivano dalle parti di Iannarilli: in 9’ prima Guidone, poi De Vena ed ancora Guidone provano a portare in avanti i romagnoli ma la mira non è delle migliori. La Pistoiese prova a prendere le redini del match in mano ma al 40’ Drudi da 35 metri va a scheggiare la traversa dopo la deviazione di Iannarilli. Dopo l’intervallo, la Pistoiese cambia registro e schiaccia i gialloblù romagnoli nella propria metà campo. Al 55’ ci prova Rovini ma il bersaglio rimane lontano ed al 68’ il pubblico acclama a gran voce l’ingresso di Piscitella (a proposito, auguri visto che è diventato padre di due gemelle proprio nella notte) per sparigliare le carte: l’ex romanista inizia subito a carburare sulla fascia sinistra e quando Alvini butta dentro anche Damonte, finora forse fin troppo dimenticato in panchina, ecco che si entra nei 10’ finali dove succede di tutto e di più. Di sicuro c’è che, per ora, la classifica piange visti gli obiettivi posti inizialmente: «so benissimo che 2 punti finora sono troppo pochi» ha tuonato Alvini a fine match. Guai a demoralizzarsi, comunque, e pensare alla delicata trasferta di domenica prossima in casa di una Lupa Roma che finora ha dimostrato di essere una spanna sotto a tutti gli altri del girone B. Sperando di non dover ancora recriminare per qualcosa che poteva essere e non è stato.

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