Il Tirreno

Pistoia

«Il rigore? Era evidente ma dobbiamo crescere»

di Saverio Melegari
«Il rigore? Era evidente ma dobbiamo crescere»

Tecnico e giocatori della Pistoiese unanimi nell’affermare che l’errore arbitrale non va considerato più di tanto e che bisogna vincere segnando su azione

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PISTOIA. Vietato nascondersi dietro ad un dito: la prestazione della Pistoiese è stata soddisfacente ma guai recriminare sul calcio di rigore non assegnato da Valiante di Nocera Inferiore. E’ vero che, a rivederlo, il penalty è netto ma come ha detto anche mister Max Alvini «vedrete sempre una squadra conciliante con gli arbitri». La pensa ugualmente anche uno dei protagonisti assoluti del match, il motorino di centrocampo Francesco Vassallo. «Sono per metà amareggiato e per metà soddisfatto – spiega il metronomo arancione – perché potevamo fare qualcosa in più sotto porta ma, dall’altra parte, non dimentichiamoci che incontravamo una squadra che al termine del campionato potrà arrivare davvero in alto. L’episodio contestato? Per me era rigore, ma non dobbiamo certo dipendere da queste cose altrimenti si va poco lontano: c’è bisogno di aumentare ancora la mole di gioco, creare occasioni ed arrivare davanti al portiere avversario per trovare la via del gol. Nel secondo tempo è cambiato assetto tattico allungandoci anche un po’ di più fra i reparti ma non c’è mai stata la sensazione di rischiare di dover subire rete. Del resto, quando si incontrano due squadre organizzate ci può stare che la partita non sia entusiasmante. Noi dobbiamo crescere ancora e va fatto in fretta visto che alle porte c’è un altro duello tosto contro la Spal». Sulla stessa lunghezza d’onda anche uno degli altri protagonisti, in termini di corsa e di volontà di mettersi in mostra di casa Pistoiese, vale a dire lo spagnolo Juan Cruz. «Devo dire di essere contento di questo punto – commenta l’ex San Marino – perché durante il match abbiamo speso tanto e soprattutto nella ripresa ci siamo schierati in maniera speculare al loro sistema di gioco. Nel primo tempo abbiamo bloccato gli spazi degli esterni e con più cattiveria davanti si poteva trovare anche la via del gol: quando la troveremo allora saremo ancora più pericolosi». Prima su Sinigaglia con la mano di Silvestri, poi la trattenuta sullo stesso Cruz: c’erano due rigori per la Pistoiese? «Il rigore del primo tempo è sembrato chiaro a tutti – prosegue Cruz – nel finale mi sono sentito tirare la maglia anche se l’azione era confusa e l’arbitro poteva non vedere. La mia prestazione? Nel secondo tempo è cambiato modulo ed anche il mio ruolo, spostato a centrocampo: sono arrivati meno palloni giocabili ma non è un problema». Molto soddisfatto, nonostante l’ambiente sia sempre in subbuglio il tecnico del Siena Gianluca Atzori. «Ce la siamo giocata ad armi pari – dice l’ex tecnico della Reggina – e soprattutto sono contento dell’atteggiamento dei ragazzi: nel primo tempo il modulo della Pistoiese ci ha agevolato, poi nella ripresa Alvini ha letto bene quel che succedeva e non ci ha aiutato schierandosi anche loro a specchio con noi. Direi che ci è mancato l’ultimo passaggio, però non dimentichiamoci che la nostra squadra è molto giovane e chi è entrato dalla panchina arriva a malapena a 20 anni: non gli si può chiedere l’impossibile alla seconda giornata di campionato». Altrettanto sicuro sul dare un giudizio nei confronti della Pistoiese. «E’ una buona squadra che non meritava di perdere a L’Aquila – conclude l’allenatore del Siena – e che soprattutto non si mette mai sulla difensiva ma tenta sempre di giocare a calcio. Per questo il nostro pareggio è sicuramente importante: chi pensava di venire a Pistoia e fare una passeggiata si sbagliava anche perché noi non siamo qui a lottare per la serie B».

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