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La nuova Pistoiese inizia il ritiro a Larciano

di Saverio Melegari
La nuova Pistoiese inizia il ritiro a Larciano

Obiettivo, divertire e riconquistare i tifosi. L’emozione di Alvini, mentre Ricci cerca le pedine mancanti

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PISTOIA. La nave arancione è salpata verso il largo che, per ora, si chiama Larciano ma che dal 6 settembre, data di inizio del campionato, si chiamerà “Lega Pro”.

Un via senza presentazioni ufficiali ma soltanto con un primo assaggio fra la stampa e i volti nuovi della squadra, oltre che con mister Massimiliano Alvini ed il diesse Nelso Ricci. Perché ci sono 17 giocatori sotto contratto e bisognerà arrivare a 24: di questi, massimo tre saranno della Berretti ed è quindi evidente che di tasselli ne mancano ancora. Già, ma quali? «Il mercato finisce il 1° settembre – dice il direttore sportivo della Pistoiese – e con la scomparsa di 9/10 squadre ci sono centinaia di giocatori liberi. Noi, a differenza di altri, rispettiamo il budget a disposizione e con quello io mi muovo. Di operazioni ne dovranno essere fatte ancora: mancano i due terzini che immaginiamo saranno titolari e con un pizzico di esperienza in più di quelli che abbiamo finora (Sammartino e Placido, ndr), poi qualcosa in mezzo andrà fatto visto che ci sono soltanto quattro giocatori come Vassallo, Taddei, Lo Sicco e Damonte. In più manca una prima punta che rientri nella tipologia di gioco dell’allenatore, ovvero che possa muoversi fra i reparti. Di Bari? Ha un biennale, è il nostro capitano e qui sta bene: su di lui non ci sono dubbi».

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Grande emozione per Massimiliano Alvini: una sensazione che vuole provare fino in fondo l’ex tecnico del Tuttocuoio perché può servire anche quella per vivere al massimo il nuovo campionato. «Il direttore si è mosso bene sul mercato – spiega l’allenatore della Pistoiese – e tutte le mosse sono state concordate. Mi sento davvero emozionato di partire e quando sono salito in macchina a Fucecchio questa mattina per venire a Pistoia ho realizzato davvero la grande opportunità che mi trovo di fronte. Spero che le mie idee di calcio possano trascinare questa squadra a fare bene, facendo divertire chi ci viene a vedere. Vorrei far rinascere la giusta passione dentro gli sportivi pistoiesi: solo il logo della campagna abbonamenti, tanto per fare un esempio, mi ha colpito ed è un segno di voler fare le cose per bene».

Chiusura con un messaggio chiaro. «La Pistoiese dell’anno scorso era forte e costruita bene – conclude – ed è arrivata quindicesima. Qui stiamo lavorando per assemblare la squadra confidando che sia anche più forte perché non voglio certo arrivare quindicesimo». E, vista la carenza di avversari, pochi soldi in giro e quant’altro, possiamo senz’altro credergli.

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