Il Tirreno

Pistoia

Capitan Cerri lascia il Montecatini

di Roberto Grazzini
Gabriele Cerri lascia il Montecatini Valdinievole
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Gabriele Cerri lascia il Montecatini Valdinievole

Il giocatore ha ricevuto una offerta dal Cuoiopelli ed ha deciso di accettare lascaindo la società biancoceleste per la quale, ha dichairato, continuerà a tifare

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MONTECATINI. In marina, l’ultimo a lasciare la nave, nel bene o nel male, è sempre il capitano. Calcisticamente parlando è quanto è avvenuto al Montecatini Valdinievole, quando Gabriele Cerri ha riposto nel cassetto dei ricordi la amata fascia biancoceleste e si è accordato con un’altra nobile decaduta del calcio toscano, l’ambiziosa Cuoiopelli. Lì ritroverà il ”vecchio” compagno Pieroni, con l’obiettivo di centrare l’ennesima promozione di una carriera ricca di soddisfazioni.

“Pretoriano” di mister Maneschi, il talentuoso trequartista ha vinto campionati ovunque: a Borgo a Buggiano, con la Fortis Juventus, il PesciaUzzanese ed infine col glorioso club della città delle Terme al quale è legato in maniera particolare specie per la forte amicizia con Guido Dianda, responsabile dell’area tecnica, suo testimone di nozze e col vice presidente Mario Cardelli. Appena un anno fa fu lo stesso Cerri a rappresentare la squadra nella conferenza stampa inaugurale nella sala consiliare.

Dopo le partenze di tutti i big come Di Giusto e Colombo tesserati dal Maliseti, Lacheheb conteso da diverse società professioniste, Nardoni vicino al San Donato, Strufaldi e Ciacci richiesti dal Quarrata, e senza contare i tanti giovani in procinto di accasarsi (Giachini al Monsummano, De Petri al Villa Basilica; Chiavacci alla Lampo) sembrava che almeno lui dovesse rimanere però non è andata in questa maniera. «Non nascondo che sarei rimasto volentieri – ammette commosso – ma il gioco del calcio è fatto di arrivi e di commiati e va accettato con la massima serenità. Di sicuro , il Montecatini sarà la prima squadra nel mio cuore e della quale vorrò sapere subito il risultato la domenica. Ringrazio i tifosi, la dirigenza, il mister ed i miei compagni. Insieme abbiamo fatto un piccolo miracolo sportivo, riportando il calcio che conta in città dopo 41 anni».

A conti fatti, è meglio così. L’immagine di questo gruppo unito e coeso, dei cavalieri che fecero l’impresa, in lacrime e stremati a far festa prima a bordo campo a Rignano e poi in piazza del Popolo resterà indelebile nella memoria degli irriducibili sportivi termali, senza magari il rischio di essere “sporcata” dalle incognite di un campionato di serie D mai così impegnativo, specie per la presenza di autentiche corazzate , in primis il Parma.

Il futuro è nelle mani del neo patron Innocenti, e nei piedi di Gialdini e Vettori, “indigeni” riconfermati, e dei tanti volti nuovi, quest’ultimi ignari della bella favola dell’Airone tornato a volare in alto.

 

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