Il Tirreno

Pistoia

El Diablo Esposito, a Pistoia per vincere

Elisa Pacini
Vincenzo Esposito col presidente Roberto Maltinti (Foto Gori)
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Vincenzo Esposito col presidente Roberto Maltinti (Foto Gori)

Presentazione ufficiale del nuovo coach della Tesi Group: «Sono affezionato alla città e voglio dimostrare il mio valore»

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PISTOIA. «Mi piace correre, saltare…sì. Ma soprattutto mi piace vincere» così Vincenzo Esposito ha parlato della sua idea di basket che porterà a Pistoia, davanti ad una sala stampa stracolma, che più di una volta è stata inondata dall’entusiasmo con cui i tifosi accalcati sulla porta, hanno acclamato “El Diablo” nel corso della sua presentazione ufficiale come nuovo coach della Tesi Group.

Prima scelta della società per il difficile dopo- Moretti, Vincenzo Esposito torna a Pistoia dopo 17 anni dalla sua esperienza come giocatore. Pochi mesi, quelli nella stagione 1997/ 1998, bastati per farne un simbolo a cui Pistoia ha sempre reso omaggio quando è tornato da avversario. Un legame ricambiato da “Vincenzino”, come lo ha chiamato affettuosamente il vicepresidente Ivo Lucchesi o l’ex collega ed oggi suo nuovo dirigente Gek Galanda. «Tra le tante città dove ho giocato- ha detto Esposito nelle sue prime parole in biancorosso- Pistoia è una di quelle a cui sono più attaccato e questo in questi anni l’ho detto a Giulio (Iozzelli, ndr) e alla famiglia Carrara. Per me è quasi come un ritorno a casa». Con queste parole, il Diablo casertano ha subito acceso una piazza pronta a sostenerlo in quella che è «l’ennesima scommessa»- ha detto Giulio Iozzelli- che fa il Pistoia Basket. «Lui scommette su di noi- ha detto il diesse- perché non partiamo per vincere il campionato, ma noi scommettiamo su di lui perché allena da un po’ ma sta diventando grande solo ora. Non è facile venire qui sulla panchina occupata da chi avrà un posto eterno qui (Paolo Moretti, ndr) ma lui è uomo di passione e per questo la società ne è stata attratta».

Passione e carisma, questo è sempre stato Vincenzo Esposito prima da (grandissimo) giocatore, oggi da allenatore, parola che ripete spesso in conferenza stampa. Per crescere in questa sua seconda vita cestistica, ha scelto Pistoia. «Nell’Esposito allenatore, credo ci sia tanto dell’Esposito giocatore- dice l’ex tecnico di Caserta- dico credo perché sennò si rischia di pensare a me solo come un motivatore. Non posso più segnare bombe e trascinare le folle ma cercherò di mettere in condizione qualche ragazzo di farlo. Sono un allenatore di pallacanestro, devo crescere ma voglio dimostrarlo qui a Pistoia. In campo vedrete gente che non molla, come è lo spirito di questa società e di questo pubblico».

L’offerta di Pistoia lo ha subito affascinato, nonostante sappia di raccogliere un’eredità pesante e di arrivare in una società non ricca. «Paolo è arrivato come un buon allenatore, è andato via come un grande allenatore- dice Esposito- io vado molto a sensazione, a feeling…avevo molte opportunità, in primis restare a Caserta…ma se non ci sono stimoli, io preferisco fare altro. Pistoia mi ha trasmesso subito qualcosa». «Caserta la ringrazio per l'opportunità di mettermi in mostra in una stagione in serie A disgraziata- continua il neo tecnico biancorosso- cosa mi aspetto a Pistoia? La società non deve chiedermi, sono io che devo dare. Il budget basso? Dobbiamo pensare a fare il massimo con quello che abbiamo per raggiungere la salvezza il prima possibile. Sarà dura ma non solo per noi».

Per Esposito inizieranno ora i colloqui con i componenti dello staff tecnico che Moretti ha lasciato a Pistoia e poi ci saranno quelle con i giocatori sotto contratto (Saccaggi, ndr) o con possibilità di rinnovo dopo l’ultima stagione. Poi si passerà al coordinamento col settore giovanile. “Le porte sono aperte per tutti- dice. ma in prima che italiani o stranieri, cerchiamo giocatori di qualità. I risultati del settore giovanile danno grande soddisfazione. Continueremo su questa squadra ma ricordiamoci che parliamo di una prima squadra in A1 e i giovani vanno valutati su determinati livelli».

 

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