Gioco
«Un nuovo contratto rivisto al ribasso non potevo accettarlo»
PISTOIA. C’è la schiera di microfoni e telecamere viste solo per gli eventi principali della città e, nonostante i tempi brevi in cui è stata organizzata la conferenza stampa di Paolo Moretti, c'è un...
PISTOIA. C’è la schiera di microfoni e telecamere viste solo per gli eventi principali della città e, nonostante i tempi brevi in cui è stata organizzata la conferenza stampa di Paolo Moretti, c'è un bel gruppo di tifosi nella sala della Fondazione Giorgio Tesi. In effetti la separazione tra il tecnico delle 236 panchine con il Pistoia Basket tra Legadue e serie A (record per la città e per il campionato italiano) e il club biancorosso, nell’aria da giorni ed annunciata all’inizio della conferenza stampa da patron Maltinti, è un evento epocale per il basket pistoiese. Ad evidenziarlo è lo stesso Paolo Moretti rispondendo ad una domanda su come lascia la piazza che lo ha definitivamente lanciato come allenatore, con cui ha scalato le tappe del basket italiano. «Facendo questa scelta - dice Moretti riguardo alla rescissione consensuale di cui poi spiegherà i motivi - il club volta pagina, dimostra quindi di avere idee e progetti». L’era Moretti si chiude così in un’afosa mattinata di giugno, tra le lacrime impossibili da trattenere quando l’ormai ex tecnico biancorosso sintetizza le emozioni del suo percorso a Pistoia: «sei anni e mezzo in cui abbiamo perso padri e visto nascere figli», la sincerità nel dire di aver trovato la forza per rispondere “no” alla domanda puntuale delle ultime estati sulla voglia di continuare a rimettersi in gioco a Pistoia fino alla spontaneità con cui parla del suo successore. «La società non me l’ha chiesto- dice il tecnico aretino- altrimenti avrei detto Beppe Valerio ma penso che abbia già firmato con il presidentissimo (dice rivolto a don Baronti, seduto tra i tifosi in sala, ndr). I rischi di pensare a chi c’è stato prima? Allora nessuno dovrebbe andare a Venezia e Milano perché sicuramente i predecessori sono importanti. Per come parlano tutti di Pistoia, questa è una piazza dove tutti verranno sempre volentieri». Rapporto lungo ma divorzio breve. Un finale elegante e degno di un grande amore, per non cancellare quello che di bello c'è stato. Così è andato in scena il saluto tra Moretti e il Pistoia Basket, dettato da ragioni economiche e motivazionali. Moretti lo spiega bene, con quella schiettezza che in questi anni lo ha contraddistinto nella buona e nella cattiva sorte verso colleghi e giornalisti, da vero “Mourinho” del basket in onore del suo vate tecnico. «Ci salutiamo nel modo in cui avrei sempre voluto - dice Moretti - fin quando, all’indomani della finale persa contro Brindisi, mi sono chiesto ogni estate se era giusto rimettersi in gioco qui. Finora non era mai capitata l’opportunità di prendere certe scelte, per cui ci vuole anche una gran forza e devo dire che la società ha fatto di tutto per trattenermi. Ora non ci sono più i presupposti per continuare insieme».
«I motivi - continua il coach - sono economici perché ho un contratto importante che la società, per i motivi che vi sono stati detti, farebbe fatica ad onorare a discapito della costruzione della squadra. Questa è una strada che non si poteva percorrere. Mi è stata fatta una proposta di prolungamento al ribasso che non ho accettato. C’è voluto tempo ma poi abbiamo deciso di uscire dal contratto con un accordo condiviso per non rompere equilibri che non volevo rompere». Una scelta fatta senza avere «un altro contratto in mano», dice il tecnico che «potrebbe anche fermarsi un pò» anche se la sensazione (e la speranza) è di rivederlo presto proprio in serie A da avversario a Pistoia. Cinque stagioni su sette finite ai playoff, con imprese incredibili tra Legadue e serie A come la cavalcata che ha portato alla finale promozione persa nel 2012 (squadra di sette giocatori e il baby Saccaggi play) e le sfide epiche del maggio 2014 contro i lustrini dell’Armani Jeans Milano. L’orgasmo collettivo del giugno 2013, con il ritorno in serie A, urlato nella lunga notte della festa con i tifosi fuori dal ristorante in cui stava festeggiando la squadra. Sono alcuni dei fotogrammi di quella bella storia che è stata la crescita di Moretti e di Pistoia.
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