Il Tirreno

Pistoia

Luigi Boscarelli sogna il ring del Madison Square Garden

di Roberto Grazzini
Luigi Boscarello mentre arbitra un match di pugilato
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Luigi Boscarello mentre arbitra un match di pugilato

Il giudice arbitro di boxe di Montecatini ha appena diretto il match per il titolo Wba International fra Zhakiyanov e Guzman

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MONTECATINI. Nonostante la statura normale, la figura di Luigi Boscarelli, in papillon e camicia bianca inamidata giganteggia sul quadrato del ring, fra micidiali montanti, paradenti che saltano e trattenute alle corde. «Per fare il giudice arbitro di boxe ci vuole la vocazione come per il prete – dice sorridendo – il pugilato è una cosa seria, fatta di sacrifici e di duro lavoro. Merita il massimo rispetto». Il fiocchetto nero montecatinese, classe di ferro 1959, ex boxeur in gioventù, è una sorta di guru nel panorama nazionale e non, con un palmares che parla di oltre 40 incontri diretti per il titolo italiano. Dal 2008 è arbitro internazionale per le associazioni Wbo e Wbf dove ha officiato nove titoli, fra i quali l’indimenticato battesimo del fuoco, nel dicembre 2012 al Palamacchia, dove ha alzato il braccio al labronico Lenny Bottai, nuovo campione del Mediterraneo. «Un ragazzo al quale sono legato da un rapporto di stima e rispetto reciproco. Il pugile ti guarda negli occhi, può tentare colpi proibiti ma sa che lo giudicherai con imparzialità». Nel 2014 anche la Wba, il gotha delle associazioni pugilistiche, riconosce i meriti dell’inflessibile e sorridente Boscarelli e gli affida il ruolo di giudice, a Sebastopoli, per decidere assieme al tedesco Brien e lo spagnolo Morata il nuovo campione dei pesi medi della Wba. «E’ stata un’altra serata indimenticabile e la vera consacrazione attesa da una vita». La scorsa settimana in Bulgaria è arrivato l’ennesimo riconoscimento con la direzione del match che ha assegnato al kazako Zhanat Zhakiyanov il titolo Wba International quando ha messo ko l'argentino Hector Guzman nel sesto round. ll peso gallo allenato dall’ex campione del mondo Ricky Hatton, sembrava destinato ad un facile trionfo visto il gancio sinistro con cui ha steso nel primo round Guzman. Tutto però poteva cambiare perchè Zhakiyanov per un destro d’incontro è andato al tappeto nel round seguente. «Il bello della nobile arte e l’imprevedibilità. Può vincere il più scaltro, non solo il più forte », sentenzia Boscarelli. Il sogno nel cassetto resta una sfida da dirigere al Madison Square Garden o alla Roberto Celeste Arena. «L’esperienza, dote indispensabile per dirigere i grandi incontri, non manca. Senza contare che l’entusiasmo è quello di un ragazzino».

Fuori i secondi.

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