Il Tirreno

Pistoia

Pistoiese, la sufficienza non è per tutti

di Saverio Melegari
La formazone al completo della Pistoiese 2014-15 di fine stagione (Foto Gori)
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La formazone al completo della Pistoiese 2014-15 di fine stagione (Foto Gori)

 L’anno del ritorno in Lega Pro è stato tormentato per la Pistoiese che ha vissuto una parabola che prima l’ha portata in alto e poi fatto scendere fino al quasi inferno. Le pagelle di fine stagione

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PISTOIA. L’anno del ritorno in Lega Pro è stato tormentato per la Pistoiese che ha vissuto una parabola che prima l’ha portata in alto e poi fatto scendere fino all’inferno con il guizzo finale, messo in atto dal gran lavoro di mister Stefano Sottili, che ha coinciso con la salvezza. A valigie fatte per tutto lo staff, vogliamo dare un po’ di voti e valutazioni ai protagonisti dell’annata, sia a chi c’è stato da luglio a maggio, sia a chi se n’è andato a metà stagione oppure è arrivato a gennaio e gli allenatori. Insomma a tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito a questa prima stagione in Lega Pro dopo il purgatorio dei Dilettanti. Una prima stagione che forse non è piaciuta a tutti ma che è senza dubbio da applausi visto che spesso sono proprio le matricole a non farcela a rimanere nella nuova categoria. Per la Pistoiese aver confemato la Lega Pro è da considerare un ottimo risultato e sicuramente per la prossima stagione sarà in grado di fare meglio con le esperienze acquisite in questa stagione. Pretendere di più era legittimo ma, forse, esagerato.

Edoardo Pazzagli 5. Il primo tassello del mercato estivo di Nelso Ricci che non ha dato i suoi frutti: doveva essere il portiere giovane, ma navigato, pronto al rilancio ed invece con le sue insicurezze ha fatto perdere qualche punto di troppo. A gennaio è andato alla Lucchese.

Michal Olczak 6. Il giovane polacco, dopo la panchina in D, ha trovato la sua chance di fare il titolare fra dicembre e gennaio disputando 5 partite all’altezza. Decisivo poi l’errore col Grosseto per l’esonero di Lucarelli, con Sottili è sempre stato il 12°. Il vero tesoretto arancione in quanto di proprietà.

Matteo Ricci I 5,5. Arrivato da Pontedera a gennaio, il suo inizio è stato disastroso con una serie di papere. Forse messo subito troppo in discussione, con Sottili (e Mannini a guidarlo) ha ritrovato serenità.

Paolo Frascatore 6. Sufficienza per uno dei giocatori arrivati dall’orbita Roma: il curriculum è importante, ma ha fatto vedere qualche limite caratteriale. Anonimo da ottobre a febbraio, nel rush finale è tornato a crescere.

Nicola Falasco 6,5. Fra i difensori presenti, probabilmente il nome meno altisonante però si è sempre fatto trovare pronto, sia come centrale che come terzino sinistro.

Luca Piana 6,5. Uno del “blocco-Viareggio” voluto da Lucarelli che ha risposto presente: quando in difesa, magari, c’era poco spazio, Cristiano se l’è inventato mediano basso per fermare i trequartisti avversari. Più panca con Sottili, ma quando ha giocato non ha mai deluso.

Vito Di Bari 7. Cuore ed orgoglio da capitano, ci ha sempre messo la faccia. Suo il gol che ha fatto finire di soffrire col Savona ed a Pistoia ha realizzato il suo record in carriera (4) di reti. Peccato per quei tre mesi di stop per la pubalgia. Pronto per l’anno prossimo, ancora con la fascia al braccio.

Nicola Pasini 6. Con Di Bari una sicurezza nella prima parte di campionato, almeno fino a novembre. Poi, la labirintite lo ha messo ko e non è più riuscito a rialzarsi. Quando, a fine gennaio, sembrava pronto a tornare in forma, la chiamata del Carpi in B e la conquista della A, seppur senza mai giocare.

Luca Ricci 5,5. Arrivato da Catanzaro per sostituire proprio Pasini, non ha ingranato. In diverse circostanze ha avuto dei passaggi a vuoto ed il siparietto con Vassallo contro la Lucchese è stato poco edificante. Nelle ultime tre partite fra i migliori.

Daniele Celiento 6. Mai sopra le righe, sempre pronto al compitino e poco più. Il dilemma più grosso della stagione arancione è stata la fascia destra ma il giocatore di scuola Napoli non ha fatto particolari danni.

Petar Golubovic 4,5. Uno degli oggetti misteriosi: nonostante il contratto faraonico con la Roma, tutt’altro che un fenomeno. Non ne ha indovinata una, ha creato frizioni in spogliatoio e non è mai stato decisivo.

Francesco Vassallo 7,5. Di gran lunga il migliore dell’annata, per costanza di rendimento e sacrificio massimo. Motorino inesauribile, è giocatore di proprietà ed ora su di lui si scatenerà di sicuro un’asta.

Domenico Mungo 6,5. Una media fra il 5 della prima parte di stagione e l’8 che si è guadagnato per le ultime 10 partite nelle quali ha dimostrato di essere quello più in palla di tutta la truppa. Difficilmente rimarrà a Pistoia (lo vogliono Lanciano e Cittadella in B) anche se dovrà capire come uscire dal contratto col fallito Parma.

Gabriele Pacciardi 5. Doveva essere il “leone in gabbia” preso da Ricci a dicembre, ma non ha mai inciso. Qualche partita da titolare costellata da diversi errori e poi l’infortunio di Prato: da metà marzo non ha più rigiocato. Ha l’opzione per l’anno prossimo, cosa farà la società?

Tomislav Saric 5. Altro oggetto misterioso del mercato estivo di Ricci: giocatore pluri-infortunato nelle precedenti stagioni e che ha faticato molto, escluso un paio di partite. A gennaio è andato al Savoia.

Amato Ciciretti 4,5. Voluto a tutti i costi da Lucarelli (era andato anche a casa sua a convincerlo), dopo un gran pre-campionato gioca da titolare le prime due e poi scompare. Una discussione col mister e carattere un po’ così, tanto che a Natale si era già accasato al Messina.

Matteo Ricci II 6. Arrivato a gennaio dal Carpi, con Lucarelli ha subito trovato il posto da titolare, facendo discretamente. Poi era finito nel dimenticatoio ma c’è il suo timbro sul pari di Pontedera. Finale in forma, ma si fa male da solo in allenamento e chiude anzitempo.

Simone Calvano 6,5. Girone d’andata strepitoso, tanto che a dicembre era venuto l’Avellino a bussare in via dello Stadio ma Ferrari ha detto no. Paradossalmente, poi, nel ritorno è un po’ calato: entra negli annali per il gol a Prato, anche se poi inutile, e per i suoi lanci di 40 metri a tagliare il campo.

Pietro Tripoli 5. Doveva essere il colpo gobbo del mercato estivo ed invece si è rivelato una delusione. Pochi gol fin da subito, non lega con l’ambiente ed a novembre rompe con l’allenatore. A Natale sente la “saudade” di Ascoli e ritorna nelle Marche. Non rimpianto.

Souleymane Coulibaly 5. Per carità, il ragazzo l’impegno ce lo mette ma con i mezzi che ha è dura. Nonostante questo segna 3 gol (fra campionato e Coppa) e nel finale di stagione Sottili, non avendo più attaccanti, lo fa giocare con costanza.

Riccardo Martignago 5,5. Insieme a Pacciardi e Ricci è arrivato da Catanzaro sapendo che lo spazio sarebbe stato poco. Discreto a Prato, ottima gara a Ferrara: poi poco altro.

Gianmario Piscitella 6. Il voto in parte derivante dall’essere il capocannoniere della squadra con 7 gol, ma questo giocatore non ci entusiasma. Molto prevedibile nel dribbling, dopo qualche partita gli avversari hanno capito come fermarlo. Grandi gol con Teramo e Pisa, ma la leggerezza all’antidoping gli è costata cara. Bisogna usare di più la testa.

Diego Frugoli sv. Difficile dare una valutazione sul ’95 di scuola Empoli: dopo un pre-campionato da titolare, ma in altre posizioni, gioca 20’ con l’Ascoli e poi quasi più nulla. A gennaio si trasferisce al Savona.

Marcello Falzerano 7. Un altro degli uomini decisivi della Pistoiese: non avrà grandi numeri di gol segnati, ma è uno di quelli che non si è mai tirato indietro. Decisivo nel derby col Prato, strepitoso nel 3-1 su L’Aquila.

Alessandro Romeo 7. Uno dei “senatori”, voluto da Lucarelli nonostante nel suo curriculum non ci siano mai state caterve di gol. Fra ottobre e novembre è devastante, ma uno sciagurato fallaccio di Risaliti (Lucchese) lo toglierà dal campo per 4 mesi dopo aver segnato uno dei gol più belli della stagione. Torna nel finale e la gamba non è più la stessa, ma la sua torsione vale il punto fondamentale con la Spal.

Valerio Anastasi 6,5. Il colpo super del mercato invernale ma che, causa fascite plantare, giocherà col contagocce. Segna comunque 4 gol, compreso quello salvezza nel 3-2 sul Gubbio.

Cristiano Lucarelli 5. Ad un allenatore esonerato non si può dare la sufficienza, ma siamo dell’idea che la situazione che si era creata non era solo colpa sua. Aveva dato un gioco frizzante alla squadra, forse non ha saputo gestire al meglio i tanti giovani in organico.

Stefano Sottili 8. Ha avuto il merito di rianimare una squadra che sembrava morta e ridargli un minimo di condizione fisica. Ha avuto la strada in discesa grazie ai primi due successi fortunosi con Tuttocuoio e Forlì, poi il calendario stravolto dal vento ed i 4 ko di fila non lo hanno scalfito regalando un rush finale importante alla Pistoiese. Solo con più organizzazione alle spalle rimarrà e per fare qualcosa di importante: glielo faranno fare?

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