Gioco
Gli americani salutano «A Pistoia siamo stati molto bene»
Difficilmente la Tesi Group richiamerà questi giocatori La nuova stagione è ancora tutta da programmare
PISTOIA. Quando è il momento di staccare la spina ed andare in ferie, i meno tristi sono sicuramente i giocatori americani. Dopo otto mesi di lontananza da casa, una nuova full-immersion negli Stati Uniti non può che far bene. E quindi anche per gli stranieri della Giorgio Tesi Group è arrivato il momento di fare le valigie e tornare a casa. Lo hanno già fatto nella giornata di mercoledì, non prima di aver salutato tifosi e compagni al PalaCarrara.
«Si chiude per me una esperienza positiva in Italia – spiega Langston Hall, il play della stagione biancorossa – e sicuramente mi ha aiutato nel mio percorso di crescita: non era facile, visto che per me si trattava del mio primo anno fuori dal college. A Pistoia sono stato bene ed i tifosi ci hanno sempre trascinato. In più in campo si era creato un bel gruppo e fra di noi siamo sempre andati d’accordo anche lontano dal parquet. Il futuro? Dovrò parlare con il mio agente e capire quelle che saranno le varie possibilità per il prossimo anno».
Come spesso succede, difficilmente rivedremo questi giocatori l’anno prossimo anche perché poi ci sarà da capire il budget a disposizione di direttore sportivo ed allenatore e, magari, se ci saranno da fare delle nuove scommesse si andrà di nuovo a pescare nel “sommerso” americano.
«Qui mi sono sentito a casa – ribatte Landon Milbourne, alla fine dopo il taglio di Johnson l’americano con più esperienza all’interno della squadra – magari ci aspettavamo di entrare nei playoff visto come stavano andando le ultime partite ma penso che la stagione sia comunque positiva sia per la squadra che per me. Qualora capitasse, in futuro, di dover consigliare un amico giocatore se indeciso nell’accogliere o meno la proposta di venire a Pistoia gli direi subito di sì perché è un ambiente fantastico». Anche se arrivato per ultimo, l’innesto di Tony Easley è servito per fortificare ancora di più il gruppo assieme all’approdo di Valerio Amoroso. «Una esperienza molto positiva – dice il lungo americano – e tutti mi rimarranno nel cuore. Se devo fare una classifica nei miei anni italiani, metterei Pistoia al terzo posto dopo Sassari e Forlì, ma lo dico in tutta onestà». E c’è da credergli visto che nelal sua onestà ha messo Pistoia non in testa alla sua classifica bensì al terzo posto, evidentemente anche la durata della presenza in città può aver inciso sul giudizio: a Pistoia è arrivato a metà stagione e quindi è rimasto in città per pochi mesi. Non ha avuto il tempo di ambientarsi completamente.
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