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Pistoia

Quel sassolino del “Cincia” relegato in un ruolo non suo

Quel sassolino del “Cincia” relegato in un ruolo non suo

Tesi Group, la guardia biancorossa stila il bilancio di una stagione iniziata bene ma compromessa dai ripetuti acciacchi. «Mi farebbe piacere restare ma... »

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PISTOIA. Doveva essere il leader offensivo, l’americano aggiunto della Tesi Group 2014/15. E invece, dopo una prima parte di stagione positiva, da febbraio in poi di gioie per Daniele Cinciarini ce ne sono state poche fra infortuni e partite pessime. E così, prima di staccare la spina, il “Cincia” dice la sua, con la voglia anche di levarsi un sassolino, nemmeno troppo piccolo, dalla scarpa.

Partiamo dai bilanci: quello di squadra?

«Tutti quanti siamo soddisfatti di quel che abbiamo fatto in una stagione comunque complessa. L'obiettivo della salvezza è stato raggiunto per tempo, e fino all'ultimo secondo della partita con Milano eravamo in campo con qualcosa per il quale lottare. Qua e là abbiamo perso delle partite per uno o due punti che, con qualche episodio diverso, potevano portarci ai playoff».

Per Cinciarini una prima parte di campionato soddisfacente e poi l'infortunio...

«Nel girone d'andata mi sembra di aver fornito il mio contributo alla causa, ma poi sono subentrati vari problemi: prima la caviglia, poi, appena ristabilito, un’influenza di 10 giorni, infine il polpaccio, che ancora oggi mi fa un po' male. Mi dispiace tanto non aver potuto dare il tutto per tutto».

Le partite top e flop della sua stagione?

«Al meglio direi in casa con Venezia e Roma, in negativo le trasferte di Cremona e Bologna, dove venivo dal primo infortunio alla caviglia. Mi dispiace perché gli stop ripetuti sono arrivati nel momento decisivo della stagione».

Alla luce di quanto successo,è ancora convinto che Pistoia sia stata la scelta giusta?

«Come ho detto più volte, in estate scelsi Pistoia non per l’offerta economica, perché sul tavolo ne avevo anche di più alte, ma perché mi si prospettava un ruolo importante nella squadra. Nel tempo mi sono adattato al ruolo che mi è stato chiesto anche se la mia posizione doveva essere un’altra: stabilità in quintetto-base, essere l'uomo d'esperienza di riferimento, pronto ad essere gettato nella mischia dei minuti finali per provare a risolvere le partite. Lo dico senza polemica. È andata in un altro modo, e allora ho pensato alla squadra e non a me stesso».

Questo significa che l'avventura con Pistoia è finita?

«A me farebbe piacere restare, non so cosa deciderà la società, che prima dovrà pensare ad allenatore e giemme, oltre che al budget. Se ci sarà la chance, c'è da valutare bene un progetto che preveda la presenza di un importante zoccolo duro italiano, come da anni stanno facendo Reggio Emilia, Cremona e Caserta».

Saverio Melegari

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