Gioco
«Ero io la persona non autorizzata a bordo del campo»
Dopo la maxi multa, il presidente del Pistoia Basket Maltinti scrive al giudice sportivo e ironizza sul referto arbitrale
PISTOIA. E dopo un giorno e mezzo di silenzi apparenti, tra riunioni fiume e consigli straordinari in via Fermi, è arrivata la risposta della Tesi Group alle decisioni del giudice sportivo con quella discutibile mega multa di 12.000 per ovviare alla ancor più incomprensibile squalifica del campo, che ha beffardamente oscurato l’intenso spettacolo che Pistoia e Cantù hanno dato all’Italia intera lunedì sera. La dura lettera emanata nella mattina di giovedì dalla società biancorossa, porta la rabbia passionale mischiata ad amarezza di Roberto Maltinti. Un presidente «che forse non è un volto da jet set del basket internazionale» come scrive lui, ma che è sicuramente una persona schietta che esce allo scoperto e dice «sono io la persona non autorizzata a bordo campo nel supplementare» e allo stesso tempo si chiede «la mia presenza era così tanto minacciosa, pericolosa, scorretta, da dover essere sanzionata con una squalifica del campo?». Alla vigilia della trasferta biancorossa a Brindisi, le attenzioni rimangono tutte sul polverone scatenato dalle decisioni del giudice sportivo, a fronte di una norma applicata alla lettera a Pistoia mentre spesso viene ignorata come dimostra l’andamento di molte gare finite con evidenti invasioni di campo. Una lettera coraggiosa, educata ma forte quella di Maltinti, uomo sanguigno nello sport e nella vita, premiato proprio per questo poco più di un mese fa da una giuria esterna come quella del “Premio Reverberi" di Reggio Emilia, come personaggio dello scorso campionato. Una lettera che inizia con la grande gioia di un presidente quasi settantenne, nonno di due splendidi nipotini, uno che non ha problemi ad affrontare i propri tifosi quando vanno oltre le righe, che torna a casa ebbro di adrenalina per una «bellissima serata di sport». Quella di cui, aveva parlato anche con i giornalisti nella mattina di martedì, prima del regalino post- datato del trio Paternicò, Sabetta, Calbucci. Maltinti evidenzia il pathos della gara, lo spettacolo in campo e fuori con due tifoserie «che non si amano ma si rispettano» unite nel sostegno alla battaglia quotidiana del piccolo Manuel. Uno spot per il basket, dice il presidente biancorosso, aggiungendoci la particolare soddisfazione di vedere «tra i migliori in campo giocatori come Easley e Williams che erano stati messi in discussione». Poi la doccia fredda: i 2200 euro di multa (“c’erano 4000 persone- scrive qualche “vaffa” è scappato a qualcuno. Ce li siamo meritati e li paghiamo) più il carico da novanta della squalifica del campo. «Come posso accettarla- scrive Maltinti- per la presenza di persone non identificate che si trovavano a bordo campo, sotto il canestro, durante il tempo supplementare? Quella persona non identificata, ero io». Il presidente torna a chiedere una riflessione a 360° dal mondo del basket dagli enti federali agli arbitri. Una classe a sè rispetto a giocatori, allenatori o società che pagano per le loro colpe in campo e fuori. «Chi può mettere in dubbio una loro interpretazione nella stesura del rapporto di gara?- si chiede Maltinti- Esiste una qualsiasi forma di dialogo fra arbitri e giustizia sportiva?».
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