Il Tirreno

Pistoia

Moretti vede i playoff: obiettivo alla portata

La grinta di coach Paolo Moretti (foto Gori)
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La grinta di coach Paolo Moretti (foto Gori)

Pianto liberatorio a fine gara del coach biancorosso: Easley? Ci ho pensato su prima di rimetterlo in campo. Ai ragazzi ho detto di tenere a mente questa gara

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PISTOIA. L’aspettava davvero tanto questo match. Per capire se ancora una volta il modello-Pistoia può competere per i playoff di Serie A ed il successo sul filo di lana contro Cantù mette la parola “sì” dopo questa domanda. E l’attesa era così spasmodica che, dopo il tap in di Easley, coach Paolo Moretti si è tolto la cravatta e si è lasciato andare ad un pianto liberatorio. Adesso si può davvero pensare alla strada verso la post-season, nonostante ci siano ancora sei finali da giocare. «Il tap in di Easley? – chiediamo la sensazione dell’ultimo canestro al tecnico biancorosso – Sarò sincero: ad un minuto dalla fine ci ho pensato su 7-10 secondi prima di ributtare in campo Tony ed alla fine l’ho ringraziato. Evidentemente qualcuno, da lassù in alto, mi ha consigliato di fare così ed è andata bene. Ma appena rientrati negli spogliatoi ho detto ai ragazzi di portarsi nel proprio bagaglio tecnico questa partita perché, nel basket, fino a che non suona la sirena non si può mai dire ed il canestro di Easley rappresenta la volontà di mantenere vivo il sogno».

Un Moretti che non ci mette un attimo a citare il suo amico Flavio Carera («passerò da libro Cuore, ma abbiamo assistito ad un nuovo miracolo sportivo») e che ripercorre le due sfide contro Cantù di questa stagione, decise entrambe dopo un overtime. «Abbiamo dato vita a 90’ straordinari – aggiunge il coach della Giorgio Tesi Group – con continui ribaltamenti di fronte e giocate belle e pazze. È stata brava Cantù a crederci fino alla fine facendo un passo avanti di fronte alle nostre rotazioni cortissimi che lo sono diventate ancora di più sul perimetro quando Sacripanti ha deciso di giocare sostanzialmente con tre play. I miei due registi sono stati encomiabili ma poi è venuto fuori anche il cuore italiano che pulsa fortissimi visto che tutti quanti hanno disputato una partita sontuosa». La chiosa finale sulle chance reali di playoff di Pistoia ed il debutto di Metta World Peace. «Rispetto alle altre contendenti – conclude – siamo squadra dalla bassa cilindrata: abbiamo quasi finito gli scontri diretti e sono convinto che a 28 punti possono anche esserci i playoff: l’obiettivo è alla nostra portata, ma senza il pathos di doverlo raggiungere per forza. Su Metta dico che ha dato una mano a Cantù, non è stato un mangia palloni ma, alla fine, potrebbero non tornare i conti con i vari Buva, Abass e Jones costretti a più minuti in panchina». (s.m.)

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