Il Tirreno

Pistoia

Il ds della Tesi Group non si sbilancia sul futuro di Filloy

Elisa Pacini
Ariel Filloy in azione a Roma
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Ariel Filloy in azione a Roma

Iozzelli parla del momento difficile del Pistoia Basket e di una panchina forse troppo corta per tenere testa a squadre ambiziose. Intanto contro Cantù i biancorossi dovranno fare i conti con Metta World Peace

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PISTOIA. Tra la sconfitta di Roma e l’attesa per la gara del prossimo lunedì contro Cantù che potrebbe far esordire al PalaCarrara l’ex Nba, Metta World Peace, Giulio Iozzelli analizza il presente della Tesi Group. Anche perché, chiedendo al direttore generale biancorosso, ipotesi future tipo la possibilità di blindare chi- dall’inizio di un anno altalenante per il rendimento di molti giocatori- ha sempre portato il suo mattone (capitan Ariel Filloy), Iozzelli frena. “Purtroppo sono temi che il Pistoia Basket non può affrontare ora” chiude il direttore generale pistoiese facendo riferimento alle casse di via Fermi.

Iozzelli, partiamo da Roma. Più amareggiato perché l’avversario non era fuori dalla portata o consapevole del fatto che tre gare in una settimana sono tante?

“Giocare tre gare in sette giorni per una squadra che non è al completo, non è il massimo. Ma non penso che sia la causa principale della sconfitta anche perché la squadra, durante il match si era accesa e non spenta. Quindi fisicamente c’era. Diciamo che era una gara iniziata male e noi abbiamo purtroppo la tendenza a sfiduciarci quando le cose non vanno, quando i canestri non entrano. Alla fine potevamo anche vincere comunque, penso che l’assenza di Cinciarini e le precarie condizioni di Milbourne abbiano pesato anche perché abbiamo un paio di giocatori in difficoltà. Roma? Certo non è una super squadra, ma è migliore di qualche settimana fa. L’uscita dalla Coppa, probabilmente, le permette di allenarsi meglio”.

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Tra i giocatori in difficoltà, come ha detto lei, ci sono CJ Williams e Langston Hall i più giovani e meno esperti. Profili che, nelle scorse stagioni, erano coincisi con scommesse vinte come Wanamaker o Johnson. E’ questa la differenza con l’anno scorso?

“Può essere una lettura ma sono ruoli diversi: è vero che Wanamaker l’anno scorso veniva da stagioni così così, ma erano state pur sempre tre stagioni già passate in Europa. Nel ruolo di CJ, in passato, forse avevamo giocatori più costanti non che segnavano di più. Non è riuscito a migliorarsi in questo, ma penso che sia soprattutto questione di fiducia. Il basket è in primis uno sport mentale e se vai “in buca” è difficile rialzarsi”.

C’è chi invece, nella buona e nella cattiva sorte, c’è sempre. E’ Filloy, cresciuto durante la stagione quasi da iniziare a pensare di allungargli il contratto. Ci state pensando?

“Questo è un argomento storico a Pistoia. Ma per pensare a quello che sarà ci vogliono numeri più certi. Purtroppo sono temi che non si possono affrontare, non ci sono basi per fare queste riflessioni che devono avere un lato concreto. Sicuramente la squadra non ha punte ma ha giocatori con un trend positivo: nonostante i limiti, questa squadra ha un’anima”.

Lunedì Cantù potrebbe arrivare con l’ultima bomba di mercato, l’ex Lakers, Metta World Peace…

“Le squadre che cercano in ogni modo di raggiungere i propri obiettivi, vanno sul mercato. Se si concretizzerà questa ipotesi, sarà un’ulteriore difficoltà per noi. Ma pensiamo a noi, a recuperare Milbourne perché Cinciarini non ci sarà ancora. Pensiamo a ritirare su qualche giocatore che è in un momento di difficoltà”.

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di Redazione web