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Pistoia

Il guerriero Amoroso non cerca scuse

Il guerriero Amoroso non cerca scuse

«Con la Reyer abbiamo perso qualità alla distanza. I contatti duri? Andiamo oltre»

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PISTOIA. I segni della battaglia sono tutti lì sul corpo del “guerriero” Valerio Amoroso, acciaccato dopo l’intensa gara biancorossa con Venezia che è tornata a far saltare il fattore campo al PalaCarrara a due mesi dall’ultima sconfitta interna della Tesi Group con Milano. Una spallata di Ortner in zona costato rende il respiro dell’ala napoletana un po’ affannoso, e lì c’è la sintesi della fatica che la Tesi Group ha fatto per inseguire una Reyer che l’ha mandata fuori giri. “Masaniello” cerca di capire la causa del calo biancorosso dopo 15’ da applausi, con percentuali altissime da tre sensibilmente calate dopo il riposo nonostante Pistoia abbia continuato ad incaponirsi nel tiro dalla lunga. Anche perché dopodomani arriva Trento, nel recupero della sesta giornata e c’è subito la possibilità di riscatto.

«Abbiamo giocato bene un quarto e mezzo - dice Amoroso - poi sembravamo stanchi. Abbiamo preso una marea di tiri, anche buoni ma non sono entrati. Sembravamo un po’ cotti, come quando giochi ma non senti le gambe e il tiro è corto». L’inizio veemente dei biancorossi ha subito sgombrato il campo dalle paure della vigilia di aver perso il ritmo dopo due settimane senza gare. Eppure quando Venezia è cresciuta, ribaltando l’inerzia della gara che vedeva Pistoia avanti anche di 10- 12 punti nel primo quarto d’ora, per la Tesi Group si è fatto tutto tremendamente complicato. La Reyer è salita di tono, stringendo la difesa. Gli arbitri non hanno aiutato Pistoia che ha recriminato su diversi contatti duri soprattutto di Ortner e Stone. Ma la Tesi Group ha pagato anche e soprattutto l’abuso del tiro da tre: basta pensare che i biancorossi hanno tirato dalla lunga distanza quasi la metà dei tiri dell’intera ripresa (15/32 con sole due realizzazioni dai 6,75 a fronte del 7/14 del primo tempo). «Non so dire se è stata stanchezza o se piano piano abbiamo perso qualità - continua Amoroso - Venezia è cresciuta ma noi abbiamo sbagliato molto da soli. Il tiro da tre? Loro sono una squadra molto verticale, è stato difficile attaccare il ferro. Peccato perché avevamo preparato bene la gara ma in difesa abbiamo un po’ mollato. I contatti duri? Dobbiamo andare oltre anche se indubbiamente non sembravamo noi la squadra di casa. Ma se vuoi vincere con la seconda in classifica, non puoi fermarti a recriminare».

Elisa Pacini

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