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Pistoia

Concesse troppe seconde opportunità

Concesse troppe seconde opportunità

L’analisi di capitan Filloy: una buona gara all’inizio, poi ci siamo persi

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BOLOGNA. Ci ha provato a dare la carica ai compagni visto il momento che sta attraversando in stagione, ma Ariel Filloy ha dovuto alzare bandiera bianca insieme a tutto il resto della Giorgio Tesi Group.

La sua performance è stata buona ma, dopo un ottimo primo tempo, è stata persa la bussola in una sfida che alla fine rappresenta la peggior debacle stagionale di Pistoia. «I primi 20’ non abbiamo giocato male – commenta il capitano della Tesi Group – e questo nonostante contro Bologna c’è da stare attenti alla loro fisicità: sicuramente si poteva chiudere meglio il secondo quarto quando eravamo in vantaggio e da lì sono iniziate le difficoltà. Il terzo quarto, poi, la Granarolo ha iniziato con giocate importanti e siamo subito andati giù di intensità. Il problema è stato quello di concedere ai nostri avversari troppe seconde opportunità con Bologna che ha giocato una gran bella partita. A quel punto, poi, abbiamo anche sbagliato tanti tiri da soli e, da lì in avanti, ci siamo buttati giù anche di mente». E proprio l’aspetto psicologico potrebbe essere un fattore negativo in vista dei prossimi impegni? «Ricordiamoci che venivamo da 5 vittorie nelle ultime sette – prosegue Filloy – ma qua è un campo tosto ed in pochi ci vincono. Noi non abbiamo giocato bene ma da martedì si penserà alla prossima. Peccato perché avevamo un pubblico spettacolare che ci ha seguito ma non li abbiamo ricambiati».

Adesso la situazione, almeno in chiave playoff, si complica perché Bologna va 2-0 negli scontri diretti e la Tesi Group dovrà superare sia i felsinei che Cremona per provare a puntare all’ottavo posto. «Mancano ancora tante partite – conclude il capitano dei biancorossi – e non si può certo dire adesso quello che sarà il nostro futuro. Il nostro unico obiettivo è giocarne una per volta e vedere come va anche perché, del resto, non si può fare altrimenti: i conti si faranno soltanto fino alla fine ed ora pensiamo a Trento che è un’altra sfida molto complicata». (s.m.)

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