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Moretti: le partite non si vincono da soli

Moretti: le partite non si vincono da soli

Il coach striglia i suoi per il black out al rientro dall’intervallo

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«Non si vincono le partite di basket da soli, tanto più contro questo tipo di pressione». Coach Moretti in sala stampa non cerca alibi per la sua squadra che ha regalato dieci minuti agli avversari, ad inizio del terzo periodo. Purtroppo le difficoltà dei biancorossi al rientro dagli spogliatoi sono stati enormi, le individualità hanno provato a primeggiare sul collettivo e il risultato è stato che Pistoia ha rimbalzato più volte contro il muro difensivo eretto da Bologna.

«Ho provato moltissimi assetti ma nel terzo quarto nessun tipo di quintetto ha funzionato. Emotivamente hanno pesato gli ultimi due minuti del secondo periodo in cui abbiamo commesso errori banali, di superficialità, sia a livello difensivo che offensivo. Però il terzo periodo è stato quello dannoso per l'esito della partita. I motivi sono da ricercare nel fatto che ci siamo disuniti, non abbiamo attaccato con lucidità -ha aggiunto il coach della Giorgio Tesi Group- contro la loro aggressività e contro questo tipo di difese, se palleggi e non muovi la palla alla fine non costruisci buoni tiri. Le poche volte che abbiam fatto tiri meritevoli non li abbiam messi dentro perché la partita dal punto di vista psicologico si era già messa molto male».

Il risultato finale e quei dieci minuti di enorme difficoltà però rendono giustizia ad una partita che nei primi venti minuti ha visto Pistoia lottare alla pari se non adiritttura meglio dei rivali. «Il primo tempo è stato molto equilibrato ma con episodi fortemente sfavorevoli nei nostri confronti. Eravamo +7 a un minuto e mezzo dalla fine poi c'è stato un quarto, il terzo, che ha cambiato il volto della partita». Qualche colpa va imputata anche ai tre direttori di gara, altamente inadeguati almeno fino a che la gara è stata sul filo. Quando si perde di oltre venti punti commentare la prova dei fischietti rischia di essere un alibi inutile ma Moretti ha dovuto lottare anche con loro e come dimostrano i due falli tecnici con relativa espulsione la sua è stata una battaglia persa: «Il primo tecnico è meritato perché sono stato maleducato e plateale, anche se non ho offeso. Avevo ragione ma questo non conta sul campo del basket. Il secondo è successo davanti la mia panchina, secondo me la palla era finita sulle gambe di un giocatore di Bologna e quindi la rimessa era nostra. Ho chiesto agli arbitri di andare a vedere con l'instant replay, lui ha risposto che non sarebbe andato, io allora ho sorriso in maniera ironica e plateale ed è arrivato il secondo fallo tecnico».

L'ultima battuta è per il pubblico biancorosso, accorso in massa a Bologna per sostenere la squadra in questo delicato match. Anche per loro una serata amara. «Prima della partita sapere di avere tutto questo pubblico al seguito era una grande soddisfazione. Tanta gente purtroppo si renderà conto quanto è amaro il ritorno a casa dopo un ko, chiaro che siamo orgogliosi del nostro pubblico ma anche dispiaciuti perché non abbiamo fatto una partita di quaranta minuti, fermandoci a venti».

Federico Guidi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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