Sicurezza
Ferrari (Pistoiese) nella commissione per le riforme Lega Pro
La posizione da paciere che Orazio Ferrari aveva espresso la scorsa settimana all’interno della guerra intestina che si sta consumando in Lega Pro intorno a Mario Macalli lo ha portato a ricevere il nuovo incarico
PISTOIA. La posizione da paciere che Orazio Ferrari aveva espresso la scorsa settimana all’interno della guerra intestina che si sta consumando in Lega Pro intorno alla figura del presidente Mario Macalli ha iniziato a dare i suoi frutti. Il presidente della Pistoiese, infatti, dopo aver scritto la lettera a tutti gli altri 59 suoi colleghi per trovare un fronte comune in grado di risolvere i problemi del terzo campionato di calcio italiano adesso scende fattivamente in campo. Ad inizio settimana, infatti, a Milano si è riunito il Consiglio Direttivo di Lega Pro che, alla luce delle ultime richieste da parte delle varie società, ha deciso di aprire una nuova strada. « Al fine di coinvolgere – si legge nella nota ufficiale della Lega – unitamente al Consiglio Direttivo, una più ampia platea di società nella proposta e nella valutazione di linee programmatiche che la Lega intende perseguire, sono state nominate le seguenti Commissioni: attuazione del programma, riforme e diritti audiovisivi/marketing». Il presidente dell’Us sarà uno dei membri della seconda, quella che si dovrà occupare di una attenta analisi atta a capire se ci possono essere i margini, negli anni futuri, per una ulteriore riforma del campionato. Assieme a lui ci sono lo storico patron della Reggina Lillo Foti (che sarà il coordinatore) e poi Luciano Campitelli (Teramo), Luca Mancini (San Marino), Eugenio Guarascio (Cosenza) e Alberto Cerrai (Lupa Roma).
Spulciando fra i vari nomi delle tre commissioni, si nota come Orazio Ferrari sia l’unico presidente presente delle squadre toscane che, in maniera compatta Pisa escluso, avevano votato contro la posizione di Mario Macalli. Non solo, ma proprio nella “Commissione per le riforme” è affiancato da sostenitori dello stesso patron della Lega, come i numeri uno di Reggina, Lupa Roma e Cosenza. Ferrari, quindi, è stato scelto come mediatore fra gli “scontenti” e tutte le altre società per cercare di ricomporre quella frattura che non fa affatto bene alla Lega Pro ricoprendo così, alla lettera, il ruolo per il quale soltanto una settimana fa si era proposto.
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