Sicurezza
Doping, Piscitella chiede di essere ascoltato
Il giocatore della Pistoiese trovato positivo al test antidoping dopo il match contro Piacenza rischia uno stop fino a tre mesi
PISTOIA. La domanda che tutti si fanno è: quanto costerà cara la leggerezza di Piacenza a Gianmario Piscitella? La bomba scoppiata nel pomeriggio di mercoledì con la positività dell’attaccante arancione al Tuaminoeptano (lo spray per il naso quando si ha il raffreddore) ha sconquassato l’ambiente e adesso c’è da capire quel che succederà. Innanzitutto è stato nominato l’avvocato che dovrà assistere il giocatore di proprietà della Roma e la società ha rinunciato alle contro-analisi: questo, perché, già al termine della sfida con la Pro Piacenza, Piscitella aveva dichiarato quel che aveva assunto. Nello specifico, si tratta di farmaci ben conosciuti da tutti come Rinazina, Zerinol e Tachi-Flu con la sostanza non consentita che si trova nel primo prodotto.
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Già nella giornata di ieri l’avvocato ha chiesto di potersi presentare presso la Procura Nazionale Antidoping, di fronte a Stefano Palazzi, già la prossima settimana per dichiarazioni spontanee. Dopo aver ascoltato Piscitella, poi, il Tnas deciderà se procedere per il rinvio a giudizio del giocatore oppure se ci sarà la possibilità di archiviare il tutto, considerata la buona fede del giocatore e che questa sostanza non ha inciso nelle prestazioni visto il ko per 2-0 di Piacenza.
Nella peggiore delle ipotesi comunque Piscitella rischia una squalifica di tre mesi, con decorrenza dal momento della sentenza e non dal match incriminato, ma in altri casi come quello dell’ex Sassuolo Pavoletti ci si è fermati a 40 giorni, cioè la metà esatta della pena: la sensazione è che almeno per il mese di febbraio Piscitella sarà indisponibile.
Con queste premesse, mister Stefano Sottili deve preparare il derby di domani col Tuttocuoio e aumentano le defezioni: non ce la fa a recuperare nemmeno capitan Vito Di Bari visto che è tornata fuori la pubalgia. (s.m.)
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