Il Tirreno

Pistoia

La Pistoiese pronta a cambiare pagina

di Saverio Melegari
Il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari e il nuovo mister Stefano Sottili (Foto Gori)
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Il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari e il nuovo mister Stefano Sottili (Foto Gori)

Il nuovo mister, Sottili: «La società è ambiziosa e io ho accettato perché credo che si possa fare bene con questa squadra»

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PISTOIA. Da Livorno a Figline Valdarno; da un allenatore in rampa di lancio ad un altro che in Lega Pro ha già vinto due volte (quando si passava dalla C2 alla C1) e che ha visto anche la serie B. Sono questi i segni che contraddistinguono le differenti vite da mister di Cristiano Lucarelli e Stefano Sottili, il passato ed il presente della Pistoiese. Dopo i 2 punti in 8 partite e la panchina di Lucarelli per aria dopo lo 0-2 col Grosseto, tocca all’ex Varese, Carrarese e Carpi far rialzare la testa ad un gruppo che, d’improvviso, non può essersi perso da un momento all’altro. «La Pistoiese l'ho vista cinque volte di persona e quattro al computer – attacca il neo tecnico della Pistoiese – è una squadra che conosco bene nei singoli giocatori. Ho la percezione del valore dei giocatori, solo che c'è da far ritornar fuori i valori di novembre e va fatto subito: il tempo è ristretto, i margini di errore ridotti al minimo visto che di partite non ne mancano tantissime ma i ragazzi sono consapevoli di questo e nel primo approccio dentro lo spogliatoio la loro disponibilità è stata totale.

Questo è il punto di partenza». Fra i mille discorsi fatti in questo periodo, non può mancare il riferimento alla crisi di portieri che, in questa stagione, sta vivendo la Pistoiese. Ma per Sottili non è certo un problema. «Per me si parla soltanto d'aria fritta – prosegue il mister arancione – i giocatori sono questi, si va avanti con questi e devono avere la capacità di capire che l'errore lo fanno tutti ma si può buttare alle spalle. Non è semplice visto che sono ragazzi giovani ma troveranno sempre l'aiuto di staff tecnico e società. A un errore in mezzo al campo ci si può porre rimedio, al portiere si fa più fatica però, se ci saranno, dovranno avere la voglia, e non il dovere, di buttarsela alle spalle. I giocatori che conosco? Mi aiuteranno a ridurre i tempi di conoscenza della squadra e per quanto riguarda la professionalità quotidiana (riferito a Luca Ricci e Pacciardi: il primo con lui a Varese l'anno scorso, l'altro suo compagno di squadra da giocatore a Sansovino fra il 2005 ed il 2007). Dai "vecchietti" mi aspetto la continuità di prestazione alla quale i più giovani si possono aggrappare».

Massima curiosità, infine, per capire come potrebbe scendere in campo la Pistoiese di Sottili a partire dal derby di sabato a Pontedera contro il Tuttocuoio. «Penso sia sbagliato fossilizzarsi su di un solo modulo – conclude Stefano Sottili – però penso che ritorneremo alla difesa a quattro (componendo per il momento un classico 4-4-2,ndr). Ci sarà da vedere quale sarà il vestito giusto da mettersi già sabato alla luce anche delle assenze per squalifica. Prendiamo troppi gol? E' riduttivo parlare soltanto del reparto arretrato, perché per fare bene occorre essere pronti nella fase di non possesso e quindi gli attaccanti. E' lì che c'è da lavorare e chiaramente è una cosa più complessa».

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