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Pistoia

Lucarelli: «Siamo in crisi nera La rosa si è ridotta all’osso»

di Saverio Melegari
Lucarelli: «Siamo in crisi nera La rosa si è ridotta all’osso»

Il tecnico della Pistoiese è preoccupato in vista della ripresa del campionato e con una formazione che per ora conta solo giocatori in uscita o infortunati. «Dobbiamo lottare e raggiungere l’obiettivo»

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PISTOIA. «Tranquillo? In genere, a Livorno, quelli così sono becchi quindi direi di no».

Dopo una settimana di stop l’umore in casa Pistoiese, diciamolo tranquillamente, è di quelli neri. Ed a far trasparire questa sensazione è direttamente mister Cristiano Lucarelli che, nella conferenza stampa di fine anno, attacca a testa bassa: il mercato sta sfaldando la Pistoiese del girone d’andata, ancora non finito, ed a Savona la squadra si presenterà a ranghi ridottissimi. Un Lucarelli che, pur con la giusta pacatezza, fa capire che qualcosa non va e che bisognerà pensare il prima possibile ad arrivare a 45 punti e guai ad ipotizzare che questa squadra possa lottare per le posizioni di alta classifica.

Mister, l’attualità ci porta al calciomercato invernale: con già due giocatori che se ne sono andati, quattro in partenza e due squalificati, come si presenterà la Pistoiese a Savona?

« I giocatori a disposizione li conto su due mani, un qualcosa che non mi era mai capitato. La lista è presto fatta (e a quel punto che Lucarelli estrae dalla tasca un foglio per ricordarsi tutto quel che aveva da dire, ndr): siamo in 13 e con qualcuno pronto ad andare. In più Pasini non gioca da un mese e Calvano è stato punto da un insetto, non si è mai allenato dopo la partita con la Spal e probabilmente non ci sarà col Savona. Rischiamo di essere 11 precisi: sono arrabbiato e infastidito, è evidente, ma non mi sento preso in giro perché sapevo il budget a disposizione quando sono arrivato. Se Ciciretti si poteva ipotizzare che se ne sarebbe andato, magari in pochi si aspettavano l’addio di Tripoli. Per prendere un attaccante di peso per darci una mano c’era bisogno di sacrificare qualcuno dei big. Diciamo che la storia fra Tripoli e l’Ascoli non si è mai chiusa: in estate, quando i marchigiani hanno tentennato, noi siamo stati bravi ad inserirci ma adesso che si è ripresentata l’occasione ha deciso di tornare in una piazza che conosce e che lo esalta. Abbiamo detto sì solo perché, nel suo ruolo, siamo coperti con Piscitella. Speriamo che l’emorragia finisca qui, visto che ci sono richieste anche per gli altri big e nelle prossime tre partite con Savona, Ascoli e Carrarese c’è il serio rischio di fare zero punti. Una situazione che nessuno si immaginava potesse diventare così complessa».

Ma qualcosa la Pistoiese dovrà combinare sul mercato o no?

«Mi fido di Nelso che è una garanzia sul mercato, anche se ci stiamo accorgendo che i calciatori che volevamo sono quasi impossibili da prendere e, quando in giro la gente sa che non puoi fare molto sul mercato, ogni trattativa diventa ancora più complicata. Arriveranno giovanotti di belle speranze in cerca di rilancio: sostanzialmente si rischia di ripartire da zero, con la differenza che non c’è il ritiro estivo. Non abbiamo fatto nemmeno richiami di preparazione e la conseguenza di tutto è che c’è il rischio di gettare al vento quanto fatto finora. Cosa succederà adesso nella testa di questi ragazzi che rimangono?»

Anche dopo l’1-5 con la Spal c’è chi ha detto che la Pistoiese può pensare anche a qualcosa in più della sola salvezza: è d’accordo?

«L’obiettivo è mantenere la categoria, se si pensa ad altro ci si sbaglia. Sono dell’idea che, in questo girone, ci sono 9 squadre più forti di noi, 4 con le quali ce la possiamo giocare e 6 che, al momento, sono inferiori però ribadisco che qualsiasi discorso di playoff a noi non ci compete. Pensiamo all’emergenza attuale ed a quanto sarà complicata la partita di Savona: siamo in emergenza nera e vedere poche persone che si allenano in un campo che ti sembra improvvisamente troppo grande è una sensazione che non avevo mai provato. Non mi voglio piangere addosso, qui c’è soltanto da lottare e raggiungere quanto prima il nostro obiettivo».

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