Gioco
“Manita” inattesa: la Pistoiese affonda ma i tifosi la incitano
Chiusura d’anno disastrosa degli arancioni contro la Spal e anche mister Lucarelli ci mette del suo nella giornata-no
PISTOIA. Il 2014 si apre e si chiude nel segno del 5 per la Pistoiese. Nella prima partita di gennaio gli arancioni, all’epoca in serie D, vinsero 5-2 a Bastia e ieri, nella penultima giornata del girone di andata di Lega Pro, la “manita” se la sono ripresa perdendo in maniera nettissima al Melani per 1-5 contro una Spal in situazione di classifica quasi disperata e che, invece, trascorrerà il Natale col sorriso sulle labbra. Un finale d’anno fin troppo inglorioso per la Pistoiese che meritava di salutare i propri tifosi in altro modo in questo 2014 che, non dimentichiamocelo, è coinciso con il ritorno fra i professionisti degli arancioni dopo 5 anni d’inferno. Ed in un certo senso l’inferno è arrivato anche contro gli estensi che ringraziano e portano a casa 5 gol messi a segno da tutti i suoi giocatori offensivi, coincidono con la prima vittoria dell’era Semplici e salutano, almeno per ora, i bassifondi della graduatoria.
Non si può dire che la Pistoiese ha sbagliato l’approccio al match, anzi, semplicemente dopo il gol subito da Togni, inaspettato, è completamente scomparsa dal campo e da lì in poi si è assistito ad una vera e propria disfatta. Con un aspetto curioso ed interessante: dagli spalti del Melani, tutt’altro che pieni (poco più di 1000 presenti), invece che mugugni e fischi sono saliti soltanto applausi, cori e incitamenti a tutti i giocatori e mister Lucarelli, segno che comunque la tifoseria ha apprezzato finora il campionato della Pistoiese.
A differenza del solito, stavolta, non ci ha convinto del tutto la gestione del mister che, sotto 2-0 e con la squadra in bambola, ha preferito mandare tutti all’attacco col 4-2-4 anziché rinfoltire il centrocampo e dare manforte a Vassallo e Calvano, gli unici che hanno tenuto botta fino al 90’. Un cambio che ha costretto Lucarelli a gettare nella mischia un Coulibaly inguardabile tanto che, a venti minuti dalla fine, è stato sostituito con Frugoli con l’ivoriano che è andato direttamente negli spogliatoi e forse la sua avventura in arancione potrebbe anche essere finita qua.
Sul match, come detto l’equilibrio è durato 20’ con la Spal ben rintanata in difesa aspettando il minimo errore della Pistoiese che arriva al 22’ quando un pallone vagante sui 20 metri diventa un tiro imprendibile a mezz’altezza di Togni che spacca la partita. Gli arancioni sbandano e due minuti più tardi Frascatore stende ingenuamente Landi e dal dischetto Fioretti non perdona: 0-2 con un tiro in porta e partita chiusa. Lucarelli prova a strigliare i suoi negli spogliatoi ma non c’è niente da fare e Gentile al 48’ prova il super-gol da 40 metri con Olczak che si rifugia in corner, e sullo stesso, sempre il mediano estense trova l’inzuccata per il tris. Da quel momento in avanti la partita non ha più senso e ci sono solo da registrare le successive reti per Di Quinzio, su altra dormita della difesa, il gol della bandiera di Piscitella all’80’ e nel recupero la “manita” calata da un Germinale con la valigia in mano. Ora otto giorni di riposo per poi ripartire verso Savona senza Di Bari (squalificato) e Piana, espulso nel finale per somma di ammonizioni, con una squadra da rimettere sui binari. Il tutto al netto del mercato, che riapre il 5 di gennaio, e che dovrà necessariamente portare un portiere, un difensore, un centrocampista esperto ed almeno un paio di attaccanti. Anche solo per competere nella lotta-salvezza ed arrivare a 45 punti il prima possibile.
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