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Gilbert Brown è l'uomo squadra della Tesi Group

Elisa Pacini
Gilbert Brown del Pistoia Basket (Foto Gori)
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Gilbert Brown del Pistoia Basket (Foto Gori)

L'apporto della pantera di Pittsburgh nella vittoria del Pistoia Basket  contro Cantù è stato determinante. Il giocatore americano ormai si è ben inserito nel team biancorosso

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PISTOIA. Da pantere di Pittsburgh a leoni nell'arena del PalaCarrara, passando per la tranquillità cosmopolita di Canton, cittadina dell'Ohio: dopo Antonio Graves e Brad Wanamaker (ma anche Kyle Gibson e JaJuan Johnson hanno giocato nei Canton Charge), lo strano triangolo geo- baskettaro si ricompone ancora in casa Tesi Group e consegna al popolo biancorosso un nuovo potenziale idolo della curva Pistoia come Gilbert “Gilberto” Brown.

Formatosi in campionati Ncaa con la maglia delle pantere di Pittsburgh addosso e cresciuto nella squadra di D league (franchigia strettamente legata ai Clevelan Cavaliers), l'eroe della gara infinita del Pianella ha talento ma anche carisma per infiammare il pubblico del PalaCarrara, tifosi a cui lui- da gran fruitore dei social network- ha dedicato molti post di ringraziamento dopo le partite per il calore espresso. Finora del tatuatissimo jolly biancorosso si è parlato poco, anche perchè “Gilberto” è arrivato alla fine del mercato estivo praticamente come “rincalzo” dopo il taglio amaro del funambolo Edwin. Fin dall'inizio però lui, bicipiti pronunciati ed esaltati dai mille disegni, fascia rossa in testa, ha fatto di tutto per inserirsi subito nei ritmi della squadra di Paolo Moretti. E gara dopo gara sta crescendo, fino all'esplosione di Cantù. “Ha fatto davvero una gran gara- dice il direttore generale biancorosso, Giulio Iozzelli- Gilbert, per le sue caratteristiche, non sarà mai un primo violino ma un uomo- squadra. E' arrivato alla fine del nostro mercato ma l'abbiamo scelto per quella energia e solidità che a Cantù ha condito con una prova offensiva di livello altissimo come lo è segnare 25 punti in una gara vinta a 70, con 9 punti su 12 nel supplementare”.

Fin dall'inizio del match Brown, uomo del nord degli Stati Uniti, 27 anni, amante del sound dolce dei cantanti afro- americani come Alica Keys, è sembrato sintonizzato sul piano anti Cantù. Ma nel finale la sua leadership nel momento topico del match ha esaltato tutti i tifosi biancorossi e probabilmente anche lui stesso. “E' entrato in fiducia- continua Iozzelli- e si è sentito importante. La nostra è una squadra che, finora, ogni domenica ha mostrato giocatori che spiccano di più e altri che invece spiccano meno. I protagonisti sono sempre cambiati: non dimentichiamo che a Cantù abbiamo vinto con una gara dove le nostre prime punte (Williams e Cinciarini, ndr) sono incappati in una serata di percentuali molto basse anche costruendo buoni tiri. Per questo penso che ci siamo ampi margini di miglioramento anche perchè in difesa stiamo crescendo”. Uno dei “ministri della difesa” biancorossa è proprio Gilbert Brown dalla Pennsylvania, che viaggia alla brillante marcia di 11,9 punti segnati a gara (di cui 10 schiacciate già smistate nelle prime nove gare di campionato) e 3 rimbalzi a match. Inizialmente presentato come un potenziale mix tra la solidità di Bobby Jones e l'esplosività di Deron Washington, la “pantera” Brown nelle prossime due gare interne con Brindisi e Avellino (avversari di ottimo livello) vuole continuare a graffiare.

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