Il Tirreno

Pistoia

C’è la maledizione del Tuttocuoio da scongiurare

di Saverio Melegari
C’è la maledizione del Tuttocuoio da scongiurare

La Pistoiese attende il derby di domani per riscattare le vicissitudini vissute con la compagine di Ponte a Egola

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PISTOIA. Più che bestia nera, in casa Pistoiese quando si sente il nome Tuttocuoio viene in mente la parola “maledizione”. Negli anni della ripartenza dell’Us, quelli fra Eccellenza e Serie D, la squadra neroverde di Ponte a Egola è entrata prepotentemente nel destino della più blasonata truppa orange e legato alla squadra allenata da mister Alvini ci sono due esoneri di allenatori, le dimissioni (poi rientrate) del presidente Ferrari e quattro sconfitte (su sei partite). Insomma, se possibile si preferisce evitare il Tuttocuoio che invece domani arriverà al “Melani” per la sesta giornata di Lega Pro con la Pistoiese in caccia di tre punti per ridare un po’ di vitalità ad una classifica non del tutto entusiasmante. La storia. Tutto ha inizio nel febbraio 2010, soltanto pochi mesi dopo la nascita dell’Us: il Tuttocuoio è avversario della Pistoiese nella finale di Coppa Toscana di Eccellenza. Sembra una sfida alla portata degli arancioni che però perdono 2-1 a Ponte a Egola e nella sfida di ritorno succede l’imponderabile: sotto una pioggia battente, la Pistoiese chiude il primo tempo avanti 2-0 e sembra oramai pronta ad accedere alla fase nazionale della Coppa. Nella ripresa, però, in diciotto minuti (quasi in stile Milan-Liverpool) il Tuttocuoio rimonta e sorpassa vincendo poi 2-3. Contestazione vibrante a giocatori e società e la sera stessa mister Di Stefano viene esonerato. Passano due anni e le squadre si ritrovano in Serie D con obiettivi diversi: il Tuttocuoio per rimanere in una categoria già importante, la Pistoiese per risalire verso i professionisti. In quel frangente diventa protagonista anche Corrado Colombo, tornato a vestire l’arancione dopo gli anni della B. Qualcosa in quella Pistoiese però non funziona e lui dopo due mesi se ne va…proprio al Tuttocuoio. La sua partita d’esordio in neroverde sarà al “Melani” con i pisani che vincono 1-0. L’anno seguente fu il primo pareggio in casa, 0-0, con un gol apparso a tutti buono annullato allo stesso Colombo fino all’episodio del ritorno: 3-2 per i neroverdi con gol del bomber al 96’ e tanto di esultanza che mandò su tutte le furie una parte della tifoseria. Al termine di quel match il presidente Ferrari annunciò le dimissioni (poi ritirate) per presunti torti arbitrali e l’addio di Gabbanini fu solo questione di giorni. Ecco perché il derby di domani, soprattutto per la Pistoiese, non è una partita come le altre e che va oltre la voglia di risalire in classifica e battere l’attuale seconda forza del campionato. Novità in formazione. Nella partitella di metà settimana, mister Lucarelli ha provato qualche soluzione in vista di domani. Rispetto alla formazione iniziale che ha pareggiato a Grosseto dovrebbero esserci parecchie novità, con il ritorno in campo di tutti i “titolarissimi”. In difesa le chance per Golubovic a destra sono molto alte con Pasini che tornerebbe centrale con Di Bari per contenere Konatè e Colombo. In mediana Ciciretti e Vassallo si giocano un posto, Mungo si è ristabilito da una botta ad una caviglia e dovrebbe esserci. L’attacco sarà quello di sempre visto che Romeo, così come Piscitella, è sfebbrato. In settimana è stato provato anche uno schieramento con il 4-2-4 in caso di emergenza per schiacciare ancora di più gli avversari nella propria metà campo.

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