Il Tirreno

Pistoia

Basket, il “presidente” si presenta

di Elisa Pacini
Basket, il “presidente” si presenta

Linton Johnson pronto a guidare i giovani americani della Tesi Group. «Una grande opportunità per me qui a Pistoia»

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PISTOIA. Se la Tesi Group cercava un leader carismatico per il gruppo americano, dal primo impatto Linton Johnson ha dimostrato di esserlo. “Il presidente”, come lo chiamano per l'omonimia con l'ex capo di stato Usa, è atterrato in Toscana soltanto domenica, con la moglie casertana Delia e il piccolo Linton Johnson IV, ma sembra avere già le idee chiare. «Il basket è il mio lavoro – dice in un buon italiano – e so che Pistoia può essere una grande opportunità per me perchè qui c'è un grande allenatore. L'anno scorso ho giocato per due volte contro la Tesi Group e ho visto da vicino questa situazione, questo nuovo gruppo che ha fatto molto bene».

Complimento ricambiato da Paolo Moretti, che poco prima si era detto «orgoglioso di poter allenare un giocatore come Johnson, il cui passato parla per lui anche se da oggi ci auguriamo parli di più il suo presente e il suo futuro che scriverà con noi». Sei stagioni in Nba, dove è stato allenato da tre allenatori Hall of Fame e dove ha giocato con talenti del calibro di Pippen, Jordan e Garnett, quattro nel massimo campionato italiano: un curriculum che fa del trentaquattrenne lungo di Chicago, il più esperto giocatore della nuova Tesi Group.

«A lui chiediamo esperienza e leadership – dice il tecnico biancorosso – non solo in fatto di punti e rimbalzi, ma anche come esempio verso il resto di questo gruppo giovane ed ambizioso che sta nascendo. Può coprire il ruolo di 4 e 5, ha una fisicità e una rapidità "speciale" per il suo ruolo in Europa. Non avremo mai potuto portare a Pistoia un giocatore così se lui non lo avesse voluto fortemente. Ci ha messo nelle condizioni di fargli un'offerta accettabile».

La voglia di dimostrare a tutti che è tutt'altro che un giocatore “finito” dopo l'ultima travagliata stagione passata tra Sassari e Varese (dopo tre anni positivi ad Avellino ha spinto Johnson a scegliere Pistoia, e la Toscana, la terra «in cui mia moglie – spiega sorridendo il lungo americano – ha lavorato 10 anni (come dipendente del Monte dei Paschi di Siena, ndr) e che per lei è il posto migliore d'Italia».

«Sono al quinto anno in Italia – prosegue – Anche nelle precedenti stagioni ho sempre aiutato i miei compagni americani ad adattarsi. Qui a Pistoia giocherò con tanti giovani al primo anno fuori dagli Stati Uniti: io penso di conoscere bene il basket, ho giocato con tanti giocatori importanti e ho avuto allenatori di grande livello. Se loro vogliono, io sono qui a disposizione. Nella scorsa stagione ho cambiato due squadre e questo non mi è piaciuto, perchè a me piace crescere durante l'anno con lo stesso gruppo. L'anno scorso qualcuno mi considerava “vecchio” ma io voglio giocare ancora perchè mi diverto tanto e poi voglio migliorare tutto l'anno insieme alla mia squadra».

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